NO STRALCIO,DOMANI IN AULA'CASO ITALIA' (di Danila Clegg) - PER PPE E' REGOLAMENTO CONTI, OPPOSIZIONI INVOCANO DIRETTIVA UE
(ANSA) - BRUXELLES, 7 OTT - Il 'caso Italia' sulla libertà di informazione approderà, come previsto, domani mattina in aula all'Europarlamento. Respinta la proposta del gruppo del Ppe di stralciare il confronto in aula e di evitare un voto sull'argomento, le polemiche politiche sono già ampiamente partite, con toni anche accesi.
Da un lato i popolari col Pdl, che vedono nella scelta di organizzare un dibattito sull'informazione in Italia come una "strumentalizzazione" finalizzata ad un "regolamento di conti" di matrice totalmente italiana. Dall'opposizione, invece, si sostiene l'assoluta legittimità da parte dell'Europarlamento di discutere del caso italiano e si invoca una legge europea per disciplinare esplicitamente i conflitti d'interesse, il pluralismo dei media e le sue ricadute sui legami fra potere economico e politico.
Fra i primi a cantare vittoria per il doppio voto con il quale l'assemblea ha deciso di non modificare l'ordine del giorno dell'aula sono stati Antonio Di Pietro e Claudio Rinaldi - capodelegazione dell'Idv -, promotori del dibattito, che hanno espresso soddisfazione per la sconfitta "di chi pensava di poter nascondere agli occhi dell'Europa la vergogna dell'anomalia italiana".
Di "tranello di chi, come Di Pietro, non ha rispetto per le istituzioni", ha parlato invece il capodelegazione del Pdl Mario Mauro, secondo il quale il leader dell'Idv è "un campione di strategie eversive e irresponsabile sostenitore di una riedizione della guerra civile in Italia".
"Chi ha votato a favore del dibattito dovrà assumersi la responsabilità di aver arrecato per l'ennesima volta un danno all'immagine alla credibilità dell'Italia", ha affermato Roberta Angelilli (Pdl), vicepresidente dell'Europarlamento, mentre per il leghista Mario Borghezio quella di oggi è "una vittoria di Pirro per la sinistra europea".
Di Pietro, il capodelegazione del Pd David Sassoli e il capogruppo dei Verdi Daniel Cohn Bendit - le loro posizioni potrebbero confluire in una risoluzione comune - chiedono a gran voce una legge europea che disciplini il pluralismo dell'informazione in Europa. "La Commissione Ue non può fare finta di niente dichiarandosi non competente sulla materia", ha affermato Sassoli alla vigilia del dibattito che sarà seguito direttamente anche dai vertici della Fnsi.(ANSA).
