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12 marzo 2015 - Politica nazionale

Centrodestra: Mauro, Berlusconi federatore se non subalterno Lega

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ADNKRONOS- Roma, 12 mar 2015- ”Storicamente Berlusconi è il federatore del centrodestra. Se lui riesce a far convivere Salvini con Alfano, con me e tutti gli altri leader popolari italiani, è ancora lui il federatore. Su questo non c’è dubbio, anzi gliene va dato atto e merito. Se invece, Forza Italia finisse subordinata alla Lega, questo sì che sarebbe un problema, ma conoscendo Berlusconi, non riesco a immaginarlo subalterno a Salvini….”. Nel giorno della visita a Roma di Joseph Daul, presidente del Ppe, il senatore Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia, dice la sua all’Adnkronos sul futuro delle forze del centrodestra italiano che appartengono alla famiglia popolare europea. L’ex ministro della Difesa del governo Letta non ha dubbi: se il Cav vuole confermarsi ‘federatore’ dei popolari italiani del centrodestra, deve saper tener insieme tutti, da Fi a Ncd alla Lega ‘dura e pura’ di Matteo Salvini. La missione non è facile, spiega ma il leader azzurro può farcela, a patto che non sia subalterno al Carroccio.

Come fa Berlusconi a difendere i valori del Ppe e poi allearsi con un Salvini dichiaratamente antieuropeo, lepenista e demagogico in Veneto? ”E come fa Alfano ad essere al governo Renzi e poi alleato con la Lega in Lombardia e in Veneto?”, replica provocatorio Mauro, che insiste: ”E come fa Salvini a dire che non vuole Alfano in Veneto, ma a reggersi in Lombardia sui voti di Ncd? La risposta è semplice: è la politica, bellezza…”, replica il senatore parafrasando la famosa battuta pronunciata da Humphrey Bogart nel finale di uno dei film più noti della storia del cinema, ‘Deadline’, girato da Richard Brooks nel 1952. A pranzo in via del Plebiscito da Berlusconi, Daul nel pomeriggio avrà un incontro a palazzo Madama con una delegazione di Pi guidata da Mauro e formata da Potito Salatto, vicepresidente nazionale dei Popolari per l’Italia e membro del bureau del Ppe a Bruxelles, dal deputato Mario Caruso e dai sottosegretari alla Difesa, Domenico Rossi, e all’Istruzione Angela D’Onghia