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23 maggio 2014 - Politica europea

Europee: Mauro, non si decide su Renzi ma c’è rischio isolamento Pd

MAURO 0

AGI, Roma – “Gli euroscettici non capiscono che l’Europa è l’antidoto alla guerra e che il 25 maggio si decide della pace e della guerra e non del governo Renzi”. E’ quanto afferma Mario Mauro. Il presidente dei Popolari per l’Italia parla anche delle vicende europee, in particolare dell’Ucraina. “Putin dice che c’è la guerra civile? Falso – osserva -, è la Russia che ha dichiarato guerra a Kiev e la occupa con personale militare che agisce sotto mentite spoglie. Cosa farà Putin quando vedrà che per le elezioni europee vota solo il 40% dei cittadini? Dirà all’Ucraina: ‘ma dove volete andare? Non vedete che questi non credono neanche a quello che dicono’”. Mauro a margine di una manifestazione elettorale in favore dei candidati popolari Forte e Pietro Sbaraini nella lista Ncd-Udc-Ppe affronta tutti i temi sul tappeto: la Tasi? “Troppa confusione: Renzi rinvii i pagamenti e tratti tutti allo stesso modo”. Le riforme? “All’indomani del voto europeo il rischio più grande è quello dell’isolamento del Pd con un Renzi che magari vince di una incollatura su Grillo ma che alla sua destra si ritrova con partiti dai consensi risibili. Il problema quindi rimane la riaggregazione dell’Italia popolare e serve a scongiurare insieme le derive totalitarie, ma anche la crisi di governo. Bisogna sostenere il governo perché l’Italia ha bisogno di fiducia ma su riforme costituzionali e legge elettorale come ho sempre detto al Pd i popolari per l’Italia saranno intransigenti. No a regole che sacrificano la democrazia e l’equilibrio dei poteri in favore di dubbi concetti di governabilità.

L’ex ministro della Difesa si sofferma anche sul Movimento 5 stelle: “Grillo ha sottratto a Berlusconi il blocco sociale delle partite Iva e dei piccoli artigiani e paradossalmente ha rubato alla sinistra la parte più ideologizzata del voto. Per sconfiggere Grillo non basta dire che è un pericolo ma bisogna esibire coraggio e determinazione, tratti caratteristici non di chi la spara più grossa, ma di chi fa bene le leggi. Il governo se ne ricordi”. E su Berlusconi: “non è più la speranza del ’94 e non va oltre la delusione del 2011. La verità è che dovrebbe proclamare i ‘rompete le righe’ e impegnare i deputati che verranno eletti di Forza Italia nel recuperare i legami con il Partito popolare europeo e con le sue politiche”. Il futuro del centrodestra? “Chi – sottolinea l’ex ministro – pensasse di strumentalizzare il risultato elettorale della lista di matrice popolare per gestire in proprio il consenso ottenuto darebbe un colpo mortale alla speranza di un nuovo progetto politico e costringerebbe tutti quelli che hanno veramente a cuore i valori popolari a cercare nuove strade al di fuori di visioni ristrette e dei soliti stucchevoli personalismi”.