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in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

27 marzo 2012 - News

Incontro con Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi e con un cristiano iracheno che vive in Europa sotto protezione

Bruxelles – 27 mar – “La persecuzione religiosa è un fatto. Ogni giorno numerosi cristiani nel mondo sono discriminati o muoiono a causa della loro fede in Cristo. Da un lato vi è la persecuzione, che vuol dire rischiare la vita e a volte perderla, e dall’altro lato vi è la discriminazione, l’intolleranza, l’intimidazione e l’ostilità”, ha dichiarato Mario Mauro,Presidente dei Deputati PDL al Parlamento europeo, aprendo questa mattina l’incontro con Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi e con un rappresentante della comunità cristiana irachena che vive in Europa sotto protezione (di cui per motivi di sicurezza non può essere diffuso il nome).

“La persecuzione religiosa è un problema comune in molti paesi in tutto il mondo, non solo nei regimi dittatoriali in Asia o in Africa, ma anche nelle società occidentali e cosiddetti democratici. La violenza subita dai cristiani nel mondo rappresenta una profonda ferita e una sfida alla dignità della persona. “Il 75% della discriminazione religiose nel mondo avvengono contro i cristiani. Per questo motivo, durante l’ultima sessione plenaria di marzo, su mia iniziativa, il Parlamento europeo ha discusso e votato una proposta di risoluzione comune sulla situazione in Nigeria. La risoluzione sottolinea la necessità di rispettare la libertà religiosa e in particolare la libertà per i cristiani di professare il loro credo”. “Nel testo il Parlamento europeo ha evidenziato anche che la libertà di culto non è che un aspetto del diritto alla libertà di religione, in quanto quest’ultimo include la libertà di cambiare religione e di manifestare anche attraverso l’educazione e le manifestazioni religiose a vari livelli: collettive, private, a livello pubblico e istituzionale. Per questo sono fermamente convinto che la protezione delle comunità cristiane è fondamentale per la democrazia e la pace. La comunità internazionale non può restare indifferente: la protezione dei cristiani significa la difesa della ragione e dell’esistenza stessa delle Istituzioni internazionali. “La nostra responsabilità di politici è quella di rendere chiaro ai governi che se si desidera un futuro di pace e di dialogo, dobbiamo lavorare insieme per difendere il pluralismo religioso. Difendere la libertà religiosa dei cristiani, quindi, significa affrontare una grande emergenza del nostro tempo”, ha concluso Mario Mauro. Mons. Joseph Coutts, Arcivescovo di Karachi (ex vescovo di Faisalabad) e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan e presidente della Caritas pakistana, ha parlato durante l’incontro della sua esperienza alla guida della sua diocesi in circostanze che diventano sempre più difficili. In Pakistan ci sono quasi 2 milioni di cristiani. Nel 2009, 8 cristiani sono stati uccisi, 30 feriti e le case di 70 famiglie distrutte a Gojra-Faisalabad a causa del sospetto che un bambino avesse bruciato una pagina del Corano. Un’altra fatwa e’ stata lanciata contro due giovani accusati blasfemia e che sono stati uccisi nel 2010. A metà del 2011, diversi centri sanitari e ospedali sono stati demoliti a Faisalabad, presumibilmente per far posto ad altri ospedali che poi non sono stati costruiti, tutti quelli demoliti erano gestiti da cristiani. Nel marzo del 2011 il Ministro per le Minoranze Religiose del governo federale, il signor Shahbaz Bhatti, è stato brutalmente assassinato. Vi è stata poi la testimonianza di un rappresentante della comunità cristiana irachena che vive in Europa sotto protezione (di cui per motivi di sicurezza non può essere diffuso il nome). Lui ha raccontato la propria storia di convertito al cristianesimo e di come i suoi stessi genitori gli abbiamo lanciato una Fatwa a causa del suo nuovo credo religioso. Era prevista la partecipazione di Paul Bhatti, consigliere politico del primo ministro del Pakistan per gli affari riguardanti le minoranze. Suo fratello e predecessore, Shahbaz Bhatti, è stato assassinato nel marzo 2011. Mr Bhatti avrebbe dovuto portare la propria testimonianza degli sforzi compiuti dal governo del Pakistan per conservare la pluralità religiosa e avrebbe dovuto parlare di come il sostegno europeo viene percepito nel suo paese. Paul Bhatti non e’ potuto essere presente a causa di improrogabili impegni che lo hanno trattenuto in Pakistan.