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21 gennaio 2014 - Politica estera

Mauro: marò a casa ora, India accusabile di violare diritti umani

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Roma, 21 gen. (TMNews) – ” Questa vicenda ci ha abituato da molti mesi an andare oltre alle categorie classiche, dell’ ottimismo o del pessimismo- ha detto Mario Mauro, Ministro della Difesa, intervenendo a “Prima di tutto”, il programma di Antonio Preziosi su radio 1- Io mi attengo ai fatti. Anzitutto:  Massimiliano e Salvatore sono innocenti; semmai spetta alle autorità indiane provare il contrario. Le Corti interessate sinora si sono sconfessate fra loro:  la Corte suprema ha smentito la Corte del Kerala, e ha cassato quel processo. Quindi, adesso possiamo affermare fondatamente che i nostri fucilieri sono stati nel tritacarne delle elezioni del Kerala, con la sconfessione della Corte suprema; e adesso rischiano di finire nel tritacarne mediatico delle elezioni federali indiane e proprio per questo è inaccettabile che a distanza di due anni non siano state formulate con chiarezza le accuse ai due marò, e e soprattutto che queste accuse oscillino fra tenere in considerazione la legislazione speciale, sull’ antipirateria, che prevede la pena di morte, fattispecie questa vietata dalla Corte suprema indiana, e proprio per questo abbiamo fatto ricorso alla Corte suprema, offesa dalle altre  autorità sia esse governative, come ad esempio la NIA, una sorta di FBI di quel Paese, sia tutte quelle autorità preposte alla vigilanza sulla correttezza delle procedure, seguendo le indicazioni della Corte. Noi non abbiamo elementi per pensare che all’ interno della Nia – ha continuato Mauro- ci sia una corrente di pensiero che voglia arrivare alla pena di morte per i due marò, per biechi calcoli elettorali. Noi possiamo dire che il governo Letta sin da subito ha cercato di essere attento, di incalzare ma con discrezione, senza alzare i toni, per cercare facili consensi e però a quel punto complicare la soluzione del caso. Abbiamo rinunciato subito a protagonismi e personalismi, proprio a tutela dell’ unica cosa che ci interessa, cioè il bene dei due marò. In questo momento,  però- ha detto ancora Mauro- ci preme sottolineare che a dispetto di così tanto tempo senza la formulazione di accuse, è del tutto plausibile che Latorre e Girone tornino a casa:  è l’ unica soluzione che può preservare l’ India dall’ accusa di violazione dei diritti umani. In quale Paese democratico si può accettare che trascorrano due anni in un regime di privazione della libertà senza che il presunto reo si veda formulata un’ accusa chiara? Noi abbiamo messo a parte della questione non solo Bruxelles, ma anche Wasshington; nei giorni scorsi ne ho parlato sia con Susan Rice, consigliere per la sicurezza Usa sia con il segretario alla Difesa Usa, Chuck Hagel. In questo momento, gli Usa, come molti altri Paesi, sono assai sensibili al tema della tutela del proprio contingente militare in Paesi esteri. Contingente che lavora per la pace e la democrazia, esattamente come facevano i due marò, che erano li contro la pirateria. Quindi il tema di come tutelare questi uomini e queste donne esiste se si pensi che gli Usa proprio in queste ore stanno decidendo se proseguire i propri sforzi in Afghanistan. La comunità internazionale è quindi assai sensibile a questo tema, e poi siamo al paradosso, se pensiamo che l’ attività anti-pirateria, quella che svolgevano Latorre e Girone e che svolgono molti paesi europei nell’ Oceano indiano, è a giovamento di quegli Stati, India compresa”.