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5 febbraio 2014 - News

Mauro: marò, nostro futuro impegno antipirateria legato a caso

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(AGI) – Roma, 5 feb. – C’ è un “legame intrinseco” tra “la partecipazione italiana a future missioni antipirateria della Nato e della Ue e la soluzione” del caso dei due fucilieri della Marina italiana, Latorre e Girone, ovvero “fino a quando non ci sarà soluzione positiva, e ciò il ritorno casa con onore dei nostri militari”. Lo ha detto il Ministro della Difesa, Mario Mauro, durante il question time alla Camera nel passaggio conclusivo della sua risposta all’ interrogazione rivoltagli dal deputato Fabio Rampelli (Fratelli d’ Italia) sulla questione dei due marò in India. – Una questione che Mauro ha definito “particolarmente sentita da me e da tutte le forze armate italiane”, parlando poi della petizione presentata nei giorni scorsi dall’ Italia alla Corte suprema di New Delhi con cui veniva lamentato il “forte e ingiustificato ritardo accumulato dal governo e dalla magistratura dell’ India per la conclusione delle indagini e per l’ avvio del processo”, oltre che per contestare il “ventilato ricorso alla normativa indiana antiterrorismo” da parte degli inquirenti indiani come base per la formulazione del capo di imputazione normativo che assimilerebbe, se accolto, l’ incidente della nave mercantile a bordo della quale i due fucilieri di Marina si trovavano in servizio antipirateria “come atto di terrorismo”. Mauro ha sottolineato che la petizione ha puntato a chiedere che “nelle more della formalizzazione dei capi di imputazione e del concreto avvio del processo, i due fucilieri facciano rientro in patria”. – Il Ministro della Difesa ha aggiunto che nel corso del’ udienza di due giorni fa, la Corte suprema indiana ha respinto la richiesta del procuratore generale di un ulteriore rinvio di 3 settimane ingiungendo invece il termine di una settimana per presentare le controdeduzioni alla ‘ petition’ italiana, e “ora il procuratore generale dovrà formulare la sua accusa e dire se vuole applicare la legge antiterrorismo. E comunque – ha precisato Mauro – se vorrà rinunciare a voler applicare la legge antiterrorismo, “a noi comunque questo non basta:  miriamo al ritorno a casa dei nostri fucilieri a testa alta e in ogni caso sarebbe comunque un passo nella direzione giusta”. La pronuncia del 10 febbraio “avrà particolare rilevanza sugli scenari futuri e ci riserviamo di valutarla con estrema attenzione e tale iniziative confermano unitarietà di intenti tra governo e forze politiche in Parlamento per giungere a soluzione della vicenda”. Ma non solo tra forze politiche del Parlamento italiano e governo italiano, ha precisato Mauro. Ricordando infatti che la dichiarazione dell’ alto rappresentante per la politica di sicurezza e affari esteri della Unione europea, Ashton, che ha parlato di rischi di impatto negativo sugli sforzi Ue a livello mondiale nella lotta contro la pirateria. E così facendo Mauro ha sottolineato, nel chiudere il suo intervento alla Camera, che appunto tra la partecipazione dell’ Italia alle future missioni antipirateria della Nato e della Ue e la soluzione del caso dei due marò “c’ è un legame intrinseco”, ovvero la soluzione positiva e’ solo “il ritorno a casa con onore dei nostri militari”. Nella controreplica, Rampelli ha parlato di “atteggiamento pavido” da parte del Ministro degli Esteri italiano, Bonino, e del premier Letta.