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27 aprile 2014 - Politica europea

Mauro: non si devono chiudere gli occhi su quanto avviene a Kiev

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ANSA, Roma, – “In Ucraina la sensazione e’ quella di un’invasione russa imminente, vale a dire di una presenza russa, di uomini, militari di Mosca sotto mentite spoglie che nel territorio ucraino si stiano muovendo per destabilizzare e fornire gli elementi utili per la propaganda di Putin per riportare l’Ucraina sotto il controllo della sfera russa”. Lo ha detto il presidente dei Popolari per l’Italia Mario Mauro, appena tornato da Kiev, in un’intervista radiofonica. “Sembra ripetersi – ha continuato Mauro – lo schema di Mosca che immagina la Russia come un castello assediato, che necessità di un fossato costituito dai Paesi contigui, come l’Ucraina e la Bielorussia. Uno spazio che per il Cremlino non può essere colmato dalla risposta europea, dal suo processo di integrazione, nel tentativo del Cremlino di conservare una leadership naturale di tutta l’area che va dalle grandi pianure che precedono il territorio russo fino all’oceano Pacifico”. “L’Europa deve dire con chiarezza e all’unisono, come ha fatto Washington, che da parte di Mosca c’è un’oggettiva violazione del diritto internazionale che mette a rischio l’integrità stessa del territorio ucraino. Detto questo – ha spiegato l’ex ministro della Difesa – si possono riconoscere alcune ragioni portate dai russi, come ad esempio il fallimento del progetto politico del Consiglio Nato-Russia, e pure le esigenze della comunità russofona in Ucraina, per me e’ stato un grave errore la scelta del neonato governo ucraino di limitare l’uso della lingua russa nelle scuole. Ma è bene dire con forza che se noi oggi consentissimo l’interpretazione voluta da Putin e basata sull’esigenza della popolazione russofona, questo stesso schema domani verrebbe riproposto in tutti i paesi baltici. Se vogliamo la destabilizzazione di tutta l’area in nome della giustificazione della rinascita di una nuova unione sovietica, diciamolo pure, ma questo fa il paio con la debolezza della politica estera europea”. “Mentre noi stiamo a discutere se uscire dall’Euro o se uscire dall’Unione europea, a poca distanza da noi c’è gente che si fa ammazzare per l’Europa. L’Europa non è una promessa vuota, è quel fatto che ha dato a noi in modo consistente pace e sviluppo per 70 anni. Bisogna pensarci due volte prima di chiudere gli occhi su quello che accade a Kiev. Ricordiamoci – ha concluso Mauro – che se negli anni ’30 valeva l’interrogativa ‘se valesse la pena morire per Varsavia’, oggi dobbiamo chiederci se vale la pena per Donetsk, per Slaviansk e per la stessa Kiev, spendere un po’ del proprio tempo e della propria attenzione per capire cosa sta accadendo nel mondo”.