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18 gennaio 2014 - News

Mauro: si punti su ricambio e ritorno a Democrazia Cristiana

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(ANSA) – ROMA, 18 GEN – “Una nuova generazione che riporti nel dibattito politico i valori della democrazia cristiana”: Mario Mauro rilancia la scommessa di un nuovo partito dalla ceneri dello scudo crociato. “Recuperare le nostre radici è meritorio”, ha premesso il Ministro Mauro, parlando all’ assemblea dell’ associazione Democrazia Cristiana, che detiene il simbolo dello storico partito e che è presieduta da Gianni Fontana. “Promuovere la profondità dei nostri valori è lodevole”, ha aggiunto, “ma se questo non diventa un lista, un partito, un confronto anche duro per carpire come calare i nostri valori nella societa’ di oggi, il nostro è solo un ritrovarci nostalgico e non da’ una chance alla nuova generazione”. “Protagonista di questo progetto deve essere una generazione nuova – ha infine esortato, raccogliendo gli applausi della platea – per far sì che il nostro portato storico sia una strumento per la scommessa sulla loro vita”. “Chiedo a chi è rimasto popolare per non morire populista” di realizzare “la nostra unità politica, partendo da associazioni per diventare lista e partito, proposta politica per una nuova generazione. perché è da questa scommessa possa possa partire una prospettiva nuova per il nostro paese”, ha detto Mauro, per il quale “appare chiaro che quello che e’ successo in Italia e in Europa” è in gran parte dovuto “al venir meno dei democratici cristiani”. Per il Ministro della Difesa, va respinta l’ idea di un riformismo vuoto, “un termine abusato negli ultimi anni, e che è diventato il vessillo della lotta stupida tra vecchio e nuovo. Senza mai interrogarsi su che cosa stiamo facendo? Cosa vuol dire riformare, se non ci chiediamo se ciò che proponiamo come riforma mette una persone in condizione di cambiare il proprio destino? Riformare non significa prendere in ostaggio un titolo di giornale per far finta che si stia facendo qualcosa”. Parlando poi della sua passata esperienza del Pdl, Mauro ha detto che “cercavo una storia ho travato una corte, una dimensione della politica dove non c’ è da costruire un futuro, ma piegare la testa per accettare il presente”.