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24 luglio 2013 - Politica nazionale

Difesa: Mauro, importante Paese condivida coscienza su temi sicurezza

”Il Paese ha bisogno di un grande dibattito sulla cultura della difesa”

(ASCA) – Roma – A dirlo il ministro della Difesa Mario Mauro nel corso dell’ audizione, svolta davanti alla commissione Difesa della Camera, nell’ ambito dell’ indagine conoscitiva sui sistemi d’ arma in vista del Consiglio europeo di dicembre 2013. “E’ importante informare in modo compiuto e dettagliato il Parlamento in materie estremamente complesse e importante”, come la politica degli armamenti, ed è indispensabile, ha proseguito il ministro, ”condividere una presa di coscienza” sui temi della sicurezza e della difesa pure ” nel rispetto di posizioni che possono anche essere differenti”.

Le scelte che vengono operate nell’ ambito della politica degli armamenti ” sono complesse, difficili, proiettate in avanti, di lungo respiro”, ha detto Mauro, partendo da un quadro strategico ” che può subire molti mutamenti”. ” Ogni anno, con la legge di bilancio, il Governo da’ conto di come intende investire le risorse. E nel caso della Difesa il grado di informazione è ancora più elevato” con la presentazione della Nota aggiuntiva allo stato di previsione del dicastero” che contiene informazioni molto dettagliate sulle scelte” fatte sui programmi di armamento. Scelte che poi vengono votate dal Parlamento con la legge di stabilita’. ” Se il Governo – ha detto Mauro – presentasse programmi incoerenti con il disegno di politica degli armamenti verrebbe meno il rapporto di fiducia con il Parlamento”. I programmi di acquisizione, ha aggiunto il ministro, si fondano sulla valutazione del quadro strategico internazionale e in linea con le indicazioni maturate in ambito Ue. Le componenti militari dei Paesi membri devono rispondere a 4 caratteristiche:  devono essere ”impiegabili”, ” dispiegabili in tempi ragionevoli dove serve”, ”sostenibili nel tempo” cioe’ in grado di ” garantire la continuita’ dello sforzo operativo per tutto il tempo necessario” e interoperabili. ”L’obiettivo europeo – ha ricordato Mauro – è il massimo grado di interoperabilità per giungere a una difesa comune”. Nessun accenno da parte del ministro nella sua relazione a singoli programmi d’ armamento, come il JSF. Una scelta che ha sollevato critiche da parte di alcuni parlamentari di Sel, M5S e del Pd che hanno sollecitato una nuova audizione del ministro, dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari, per affrontare i temi specifici dell’ indagine.