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10 febbraio 2014 - Politica nazionale

La notizia: nuovo rinvio su maro’, l’ Italia alza toni

Marò

(AGI) -10 feb. – L’ Italia ha alzato i toni dello scontro con l’ India dopo l’ ennesimo rinvio nell’ odissea giudiziaria dei maro’ accusati dell’ uccisione di due pescatori indiani. Nella nuova udienza davanti alla Corte suprema, la procura generale di New Delhi ha chiesto alla Corte Suprema che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano processati secondo la legge antipirateria (Sua Act), pur senza la parte che prevede pena di morte. Veemente la reazione del legale della difesa, Mukul Roahtgi, il quale ha preannunciato la presentazione di una memoria contro l’ applicazione del Sua Act. “Sono ufficiali della Marina e non pirati. Non possono essere giudicati in base alla legge antipirateria”, ha obiettato Rohatagi in aula. “Dovrebbe essere permesso loro di tornare a casa”, ha aggiunto. I tre giudici della Corte si sono presi otto giorni di tempo per decidere, rinviando l’ udienza a martedi’ 18 febbraio. Da Roma, il presidente del Consiglio ha subito definito “inaccettabile, sproporzionata e incomprensibile l’ imputazione proposta dalle autorita’ indiane”. L’ uso del concetto di terrorismo, ha spiegato il premier, e’ da rifiutare in toto perche’ assimila l’ incidente a un atto di terrorismo e l’ Italia non e’ un Paese terrorista”. Per questo, ha assicurato, “Italia e Ue reagiranno”. A New Delhi, l’ inviato del governo italiano Staffan de Mistura, per l’ occasione accompagnato dal ministro della Difesa Mario Mauro, che ha cosi’ voluto far sentire la sua vicinanza ai due fucilieri, ha ribadito che l’ Italia respinge “con forza e veemenza” qualsiasi ipotesi di incriminazione sulla base della legge antiterrorismo indiana. Lo stesso ministro ha definito “inaccettabile, illogico e fortemente contraddittorio fare ricorso a una legislazione antiterrorismo e antipirateria per inserire in un quadro di giudizio due persone che si battevano contro il terrorismo e la pirateria”. La notizia e’ ovviamente subito rimbalzata a Bruxelles, dove il ministro degli Esteri Emma Bonino so trova per il Consiglio affari esteri dell’ Ue. L’ accusa e’ “irragionevole”, ha commentato Bonino. A New Delhi, ha aggiunto, “pensano che un Paese che assume la presidenza dell’ Unione Europea fra pochi mesi sia un Paese terrorista”. L’ accusa indiana, ha spiegato Bonino, non escludendo un ricorso al tribunale dell’ Onu, “va anche al di la’ degli stessi paletti che aveva dato la Corte Suprema un anno fa”. La titolare della farnesina ha assicurato che gli sviluppi della vicenda saranno sul tavolo dei 28 ministri degli Esteri europei.