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12 gennaio 2016 - Politica nazionale

Mauro: “grazie” a Renzi, il centro si può rifare (senza Alfano e Verdini)

senato

www.ilsussidiario.net – intervista a Mario Mauro – “Alfano e Verdini non rappresentano più nessuno, sono soltanto i ‘cagnolini di compagnia’ della volontà renziana. Il fatto che continuino a sostenere un governo che si appresta ad approvare le unioni civili lo documenta in modo chiaro”. Ad affermarlo è il senatore Mario Mauro, ex vicepresidente del parlamento europeo, ex ministro della Difesa ed attualmente presidente dei Popolari per l’Italia. Dal giugno scorso il senatore Mauro è passato all’opposizione, rompendo con Ncd e Udc che invece sono rimasti nella maggioranza. Tra i punti più decisivi per la svolta dei Popolari per l’Italia c’è stata la riforma costituzionale, che ieri è stata approvata in quarta lettura dalla Camera dei deputati. Tempo una settimana e toccherà al Senato.

Senatore Mauro, è ancora possibile fermare la riforma?

Più che di fermare la riforma, io parlerei della necessità di sostituire una riforma sbagliata con una condivisa. La riforma è sbagliata nel metodo, perché è frutto di una mentalità prepotente e non invece costituente, ed è sbagliata nel merito, perché stravolge gli effetti di una repubblica parlamentare. Ma non è neppure una repubblica presidenziale, perché non ci sono i necessari contrappesi. La conseguenza è un pericoloso ircocervo che mette insieme cose che insieme non possono stare.

Renzi ha affermato che non depenalizzerà l’immigrazione clandestina. E’ soddisfatto?

Intanto penso che noi ne stiamo parlando perché è in corso l’ennesima strategia delle armi di “distrazione di massa” in cui Renzi è un maestro. La depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina è tornata per qualche giorno in agenda semplicemente perché il premier non vuole che parliamo di unioni civili, costituzione ed economia. Resta il fatto che la norma sull’immigrazione clandestina ha molte pecche, perché mai nessuno dei procedimenti a carico di un immigrato clandestino si è concluso con il carcere.

Il dibattito sull’immigrazione ha comunque reso evidente che Alfano ha ancora un peso.

Alfano recita parti che sono scritte dal presidente del Consiglio ed è funzionale ai suoi disegni. In ogni circostanza in cui Renzi ha bisogno di un contrappeso verso gli elementi più identitari del Pd, brandisce un alleato come Ncd che non è in grado di sostenere non solo un braccio di ferro, ma neanche una semplice discussione.

Eppure in parlamento il governo Renzi si regge grazie a Ncd e verdiniani. Come valuta la loro posizione?

Alfano e Verdini sono persone che non rappresentano più nessuno, ma si muovono solo in base al fatto che desiderano che la legislatura non abbia termine. Oggi ci troviamo con un governo del Pd, mentre gli altri attori sono comprimari incaricati di fare i “cagnolini da compagnia” della volontà renziana. Quest’ultima si manifesta attraverso provvedimenti che sono insieme clientelari e ideologici. Penso per esempio ai 500 euro ai 18enni, alla logica degli 80 euro che sta affossando i conti pubblici. Per non parlare di operazioni nonsense come quella sulla Buona Scuola, che ha fatto sì che migliaia di insegnanti stazionassero negli istituti senza un compito preciso.

l governo si appresta ad approvare le unioni civili, ma Alfano, Formigoni e Lupi continuano a sostenerlo. Che cosa si sente di dire ai suoi ex compagni di partito?

Il loro è un atteggiamento ispirato più a una logica di sopravvivenza politica che non a un progetto politico. L’arma che ha nelle mani Ncd per fermare la discussione sulle unioni civili di per sé sarebbe molto forte. Basterebbe che Alfano dicesse che questo argomento non è nel programma di un governo di grande coalizione, e che se non ci si ferma farà cadere l’esecutivo. Il fatto che Alfano, Formigoni e Lupi non mettano in discussione l’esistenza del governo la dice lunga su quelle che sono le loro posizioni.

Mauro, il suo futuro sarà con Lega nord e Forza Italia?

No. Perché ci sia una sintesi politica interessante per i moderati, che sia compatibile con le dinamiche della politica internazionale, bisogna sostenere con un progetto politico il rafforzamento o la genesi di centro e centrodestra. E’ ciò che oggi per molte ragioni manca, soprattutto per la crisi irrisolta all’interno di Forza Italia. Salvini oggi si è spostato su posizioni lepeniste estranee alla tradizione della Lega. Valuto quindi in modo positivo tutto ciò che può alimentare il rafforzamento di centro e centrodestra.

Da quando varerete questo nuovo centro dei moderati?

Ci vorrà un po’ di tempo. Non dobbiamo dimenticare che sono stati fatti tanti errori nel recente passato. L’aspetto più ambizioso di un progetto comune è stato il Popolo della Libertà. Mi era parso di poter trasferire molte di quelle posizioni nel progetto di Scelta civica, ma anche quel progetto si è perso per strada. Tanto io quanto Quagliariello oggi ci troviamo su una “scialuppa” nella quale abbiamo preservato i nostri valori e le nostre reti sul territorio. Quello che conta però oggi è la capacità di progettare qualcosa di grande.

(Pietro Vernizzi)