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Papa Francesco

15 marzo 2011 - Politica nazionale

Presentazione della legge per il rientro dei giovani lavoratori all’estero

Bruxelles – Presentata oggi con una conferenza stampa al Parlamento europeo a Bruxelles la legge bipartisan che introduce facilitazioni fiscali per i giovani talenti italiani residenti all’estero che decidono di rientrare a lavorare in Italia.

Obiettivo dei principali promotori oggi presenti a Bruxelles, Maurizio Lupi, Enrico Letta, Guglielmo Vaccaro, insieme ai parlamentari europei Mario Mauro, Gianni Pittella e David Sassoli, e’ stato quello di presentare la legge già approvata dal Parlamento italiano, illustrandone i contenuti nel quadro del fenomeno che, come descritto dal Rapporto del Censis e dal Rapporto Migrantes, descrive un vero e proprio esodo dal nostro paese (nel 2010 hanno la­sciato l’Italia 113 mila persone in più rispetto al 2009. Per gli ultimi 4 anni il totale sale a un milione di individui) Grazie a questa legge oggi gli under 40 che hanno maturato esperienze all’estero e vogliono ritornare in Italia per attività di lavoro dipendente, autono­mo o d’impresa, possono contare su una riduzione della pressione fisca­le, maggiore per le donne particolarmente svantaggiate dal mercato del lavoro italiano, e su alcune semplificazioni procedurali e burocratiche. “Mi sembra importante sottolineare due aspetti dell’iniziativa: il primo e’ quello dei dati del Rapporto Migrantes, i quali appunto parlano di un milione di giovani italiani che hanno lasciato il paese per andare a lavorare all’estero e il dato aggiuntivo che parla per il 2010 di 113.000 persone in più rispetto al 2009, e su cui bisognava agire in qualche modo. Poi c’e’ il secondo aspetto, su cui porre l’accento, che e’ quello del valore politico che diamo a questa legge, iniziativa di persone di diversi partiti che hanno voluto mostrare come su alcune cose concrete si può fare una parte del lavoro insieme”, ha dichiarato Maurizio Lupi. “Questa legge verrà inserita, come alcune altre leggi nazionali di simile rilevanza, nel sistema di monitoraggio dell’Intergruppo Economia Sociale del Parlamento europeo – di cui sono Co-Presidente – in modo da valutarne nel tempo l’efficacia anche a livello europeo ed in modo da creare anche un legame a livello di Istituzioni europee su buone pratiche che potrebbero costituire in futuro esempi da seguire anche per altri paesi”, ha spiegato Mario Mauro.