La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

4 ottobre 2012 - Rassegna stampa

“Basta con le sparate anti-Europa. Il Pdl recuperi la sua identità”

Il Tempo – 4 ott – Mario Mauro è sorpreso da tanto clamore. Le sue dichiarazioni sul “Berlusconi da superare”, sul Pdl che “ha bisogno di un nuovo leader altrimenti è meglio chiudere bottega”, hanno fatto molto rumore, specie in un momento di grande dibattito sul futuro del partito. E così l’Europarlamentare ha deciso di tornare sull’argomento per chiarire meglio il suo pensiero. Senza passi indietro, però, perché i temi della prossima campagna elettorale sono troppo importanti per perseverare nell’attendismo degli ultimi mesi. “E il Pdl deve smetterla di mettere in discussione il suo europeismo”.

 

Onorevole Mauro, è davvero finita l’epopea del Cavaliere?

“Io ritengo che la questione del passo indietro di Berlusconi sia soltanto un falso problema. Il tema vero è quello della nostra classe dirigente che non riesce a fare un passo avanti. La situazione dell’economia ci ha messo di fronte a un dibattito che richiede risposte. Noi in vece di darle, di discutere anche pubblicamente, continuiamo ad aspettare che a decidere sia Berlusconi. Perché?”

Non è un po’ tardi per porsi il problema?Non potevate farlo quando le cose andavano bene?

“Lo abbiamo fatto, a porselo è stato per primo proprio Berlusconi, quando ha indicato il Segretario Alfano per la sua successione. Il problema è che poi il processo non si è concretizzato.”

Cosa è mancato?

“Mi verrebbe da dire: non si sono fatte le primarie. Ma ora il problema si è aggravato, non basterebbero più neanche quelle.”

Appunto, ha detto che ci vorrebbe un nuovo leader. Ne vede qualcuno in giro?

“Ad avere le caratteristiche per guidare la nostra transizione sono in tanti. Ma adesso sarebbe sbagliato parlare di nomi. E’ più l’identikit che mi interessa”.

 

Lo faccia.

“Ci vorrebbe qualcuno in grado di recuperare il nostro spirito originario. La grande capacità di Berlusconi è stata quella di saper unire varie anime politiche che altrimenti non avrebbero potuto stare insieme. Invece adesso assisto a un profluvio di dichiarazioni che finiscono solo per allontanarci dalla nostra missione originale, che era profondamente europeista”.

 

Si spieghi meglio.

“Voglio dire: ogni volta che parla, Berlusconi dà l’assist ad altri esponenti per una serie di battute antieuropeiste. Mi riferisco all’ipotetico referendum sull’euro, che peraltro andrebbe in contrasto con l’articolo 75 della costituzione, che vieta simili consultazioni sui trattati internazionali. Oppure agli attacchi alle altre nazioni, che interrompono un processo di amicizia e collaborazione che ci ha consentito per decenni di vivere nel benessere. In questo modo noi facciamo male al Pdl, perdiamo autorità”.

Non crede si tratti di una tattica studiata per attivare i voti dell’antipolitica?

“Chiariamo un aspetto: le prossime elezioni non saranno una sfida tra destra e sinistra, ma tra chi vuole l’Europa e chi no. In questo momento non esiste un’agenda Monti, esiste molto più semplicemente un’agenda Europa, cioè un piano di impegni che, tra l’altro, sono stati assunti in gran parte proprio dal Governo Berlusconi. La classe dirigente del Pdl deve essere molto chiara su questo punto. Altrimenti l’elettorato non capisce più chi siamo, e noi perdiamo del tutto la nostra identità”.

 

E se questo non dovesse accadere?E’ pronto anche lei a lasciare il partito?

“Io non voglio lasciare il Pdl, non sono io che non mi identifico più nel partito, ma sono alcuni esponenti che non si identificano più nei suoi ideali europei. Conduco la mia battaglia dall’interno, e sono anche contrario a qualsiasi ipotesi di scissione. Bisogna recuperare le nostre parole d’ordine, altrimenti mi hanno preso in giro quando a 36 anni ho creduto in Forza Italia prima e nel Pdl poi e ho deciso di fare politica. E diventerebbe inutile anche il sacrificio che abbiamo fatto quando abbiamo lasciato il Governo Monti pur non essendo mai stati sfiduciati”.

A proposito di Monti: quando chiede più Europa auspica un appoggio del Pdl a un bis del professore?Sarebbe anche un modo per prendere tempo e aprire un dibattito interno…

“Su Monti i ola penso così: nella nostra democrazia parlamentare il capo dello Stato ha il dovere di affidare il governo alla personalità che ha più possibilità di avere la fiducia delle Camere. Se dalle urne non dovesse uscire una maggioranza chiara, l’attuale premier diventerebbe una risorsa necessaria. Ma aggiungo, noni non possiamo trincerarci dietro Monti per avere un pensiero, non possiamo far dipendere dal professore la nostra identità. Bisogna ricominciare a parlare con i nostri elettori, far capire loro cosa vogliamo”.

Per le sue parole qualcuno l’ha tacciata di ingratitudine.

“Io mi sono semplicemente limitato a porre un problema politico. Chiunque vuol parlare della mia moralità può farlo con me privatamente e sarò lieto di offrirgli un caffè. Ma non mi sembra di aver detto cose nuove, tutti conoscevano da tempo la mia posizione sull’argomento. Ho solo esplicitato quello che pensano in molti, ma nessuno dice. Perché tutti aspettano sempre che a decidere sia Berlusconi. E in questo modo danneggiano persino lui, che si ritrova a capo di un corpo inconsistente”.