La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

28 gennaio 2010 - Rassegna stampa

Berlusconi non si arrende

Il Resto del Carlino – 28 gen – di Antonella Coppari – Le sta provando tutte per allargare il campo della vittoria alle elezioni di marzo, a cominciare dalla Puglia considerata una regione chiave.
Poco convinto del nome che i suoi hanno messo in campo qui perchè «perdente», il Cavaliere cerca accordi con l’odiata Udc per piantare una bandierina dolorosissima per il Pd, come riconosce pure Bersani. E’ arrivato a proporre un armistizio dopo una lunga e tempestosa riunione con coordinatori, capigruppo del Pdl e ministro degli affari regionali Fitto lanciando un appello per chiedere «un passo indietro» ai candidati indicati dal suo partito e dai centristi (Rocco Palese e Adriana Poli Bortone) «per consentire l’individuazione di una terza persona» che permetta di battere l’attuale governatore, Vendola. Se il primo ha dato in tempo reale la «totale e piena disponibilità», la leader di Io sud’ ha replicato «ci penserò». SECONDO una scuola di pensiero, la Poli Bortone prende tempo solo per alzare il prezzo, consapevole che la legge elettorale regionale della Puglia al terzo classificato’ concede solo briciole. Secondo altri, invece, punterebbe a far convergere il Pdl sul suo nome, contando sulla stima del premier nonchè sui sondaggi che spiegano come lei sia l’unica in grado di insidiare Vendola. Una cosa è certa, scandisce il coordinatore Pdl La Russa: «Ha ventiquattro ore per decidere». Qualora avvenisse il miracolo’ di un disarmo bilaterale, i nomi in campo sono quelli del presidente di Confindustria Puglia, Nicola De Bartolomeo, del direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso e dell’ex presidente dalla provincia di Bari, Vincenzo Divella, che ha più d’una volta declinato la richiesta. Sullo sfondo, si stagliano l’ex magistrato Dambruoso e l’europarlamentare Mario Mauro. MA C’È già chi scommette che alla fine non se ne farà nulla: in tal caso, resterebbe Palese per il Pdl mentre l’Udc corre con Poli Bortone. Con grande scorno del Cavaliere che si è impegnato per arrivare a un’intesa con i centristi. Se Gianni Letta ha telefonato a Casini, lui ha visto Cesa a Montecitorio. «In questo modo vince Vendola. Volete questo? Cerchiamo una soluzione». Ha ottenuto la disponibilità dei centristi su questa regione («Poli Bortone allo stato è il nome più forte») non sulla Liguria che pure lui aveva messo sul tavolo portando il suo candidato Biasotti all’incontro: «Abbiamo un accordo con Burlando», la replica. Quindi, il premier ha riunito i suoi a Palazzo Grazioli, dove ha sfogato la sua irritazione per il modo in cui Fitto ha lanciato la candidatura di Palese: «Troppa fretta, troppa fretta. Bisognava aspettare di più: per battere Vendola serve un nome più convincente. Palese perde». I colonnelli gli hanno spiegato che «è difficile portare a votare la Poli Bortone se il partito non vuole». Di qui la mediazione, con la ricerca di una quadra su un nome nuovo: la partita è aperta, Fitto ottiene di far uscire di scena Palese «in modo accettabile» ma lui resta in una posizione difficile: «Esce male sia se si cambia cavallo, perchè si sconfessa un suo uomo, Palese, sia se questo resta e poi perde», riconoscono nel Pdl. A dispetto degli inviti di Bossi a non chiudere accordi con Casini («anche se vinci con i loro voti, poi non li puoi usare per governare»), il Cavaliere è sempre più convinto della necessità di allargare l’alleanza. Linea condivisa da Fini che ha sentito entrambi. E la rinnovata intesa Pd-Idv è il ragionamento dovrebbe spingere l’Udc verso il Pdl. «Noi facciamo opposizione, i centristi meretricio», l’ultimo insulto di Di Pietro a Casini, che ha deciso di boicottare il congresso dipietrista. Conferma però che si alleerà con il Pd anche nelle Marche e in Basilicata. Andrà con il Pdl in Calabria e Campania, oltre che nel Lazio. In Umbria, sta a vedere cosa succede.