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Papa Francesco

19 febbraio 2010 - Rassegna stampa

Casi di razzismo nello sport

Corriere dello Sport, pag.19– Filippo Conticello -Casi diversi e tutti anonimi: li ha censiti l´Agenzia dei diritti fondamentali dell´Unione Europea in uno studio sui 27 stati della Comunità presentato ieri a Vienna.  Dai fatti di Rosarno a Balotelli il passo allora diventa breve come sottolinea l´onorevole Mario Mauro, rappresentante dell´Osce contro razzismo, xenofobia e discriminazioni: “Il caso dell´interista e´ emblematico: solo qualche anno fa sarebbe stato accettato da tutti. Del resto, per anni, abbiamo acclamato in Nazionale calciatori che italiani non erano.” Casi di razzismo “Tocca ai club fermare le gare”
L´Agenzia Ue per i diritti fonamentali: “Le società perderebbero a tavolino, ma darebbero un segnale forte”

VIENNA (Austria) Non è solo il volto scanzonato di Mario e la sua linguaccia pronta ad uscire. I Balotelli d´Europa li trovi dappertutto, tra le luci della ribalta e nei campi polverosi di periferia. C´è il manager gitano che non può più allenare in Slovacchia, il golfista asiatico che non riesca partecipare ad un torneo inglese, l´atleta africano abituato a raccogliere le banane sulla pista. Casi diversi e tutti anonimi: li ha censiti l´Agenzia de i diritti fondamentali dell´Unione Europea in uno studio sui 27 stati della Comunità presentato ieri a Vienna. Si studia la discriminazione etnica nello sport e c´era da aspettarselo: l´Italia non se la passa bene. I dati a disposizione dei ricercatori sono pochi: sembra mancare la volontà degli organi sportivi di affrontare analiticamente il problema. Ma il razzismo si sente, eccome. Soprattutto nel mondo calcistico dilettantesco.

 

Non solo sport Tutti lo ribadiscono, uomini delle istituzioni politiche ed esponenti di quelle sportive: non è solo colpa dello sport. “Questo mondo riflette la società e il nostro incontro lo conferma – ha detto Massimo Toschi, responsabile del meeting di Vienna -. Se aumenta il razzismo attorno a noi, cresce anche nello sport”. Dai fatti di Rosarno a Balotelli il passo allora diventa breve come sottolinea l´onorevole Mario Mauro, rappresentante dell´Osce contro razzismo, xenofobia e discriminazioni: “Il caso dell´interista ^emblematico: solo qualche anno fa sarebbe stato accettato da tutti. Del resto, per anni, abbiamo acclamato in Nazionale calciatori che italiani non erano. Ma adesso non è più il momento di Angelillo e Sivori: le forti tensioni sociali travolgono tutto”. Inutile studiare gli insulti delle curve, meglio dare un´occhiata alla società. E per i “buuh” la soluzione la suggerisce Morten Kjaerum, direttore dell´Agenzia per i diritti fondamentali: “Le società fermino le partite senza pensarci un attimo. Perderebbero a tavolino? Pazienza: comincerebbe a vincere la battaglia contro il razzismo”.