La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

3 settembre 2010 - Rassegna stampa

“I militanti liguri del PdL, gente coraggiosa”

Intervista – Il Giornale di Genova – 3 set – “Non voglio essere ingerente. È un momento di grande difficoltà per il nostro partito e vorrei solo mettermi a disposizione. Chi di dovere sappia che sono pronto a dare un contributo».
Ce l’ha con la dirigenza locale del Popolo della Libertà?
«Ho enorme stima di chi è coinvolto nelle cariche di partito a tutti i livelli, non è questo il problema»
Ma qui da noi il grande problema del partito sembra proprio la distanza tra le cariche e i militanti, sempre più scocciati…
«Soprattutto ai secondi è rivolto il mio pensiero e il mio apprezzamento. Perché chi decide di essere un militante del Pdl in Liguria non la fa gratis. È oggettivo che tanti per il coraggio della militanza hanno pagato la loro scelta professionalmente con discriminazioni in scuole, ospedali, vita pubblica»
Appunto, messaggio da girare a chi comanda
«Il primo messaggio è di stima per la nostra gente. Poi, è vero: di personalismi ce ne sono troppi nel centrodestra. Ma ci deve essere determinazione nel non voler perdere di vista gli obiettivi comuni»
Come tornare a coinvolgere le persone?
«Ci vuole pazienza, volontà e un coinvolgimento continuo della base che deve essere il fattore centrale di un partito vero».
Pensa sarebbero utili congressi territoriali?
«Non solo utili, ma auspicabili. Maurizio Lupi ci sta lavorando: da quanto so saranno svolti in tutte le regioni entro dicembre»
Lascia Scajola e il Pdl ligure va in panne. 
«Paghiamo il fatto di essere una grande forza ma ancora troppo giovane, a volte, per camminare da sola»
Problema concreto: a Genova il Pdl ha un coordinatore metropolitano di Generazione Italia, un po’ come se la Samp fosse allenata da Gasperini, non trova?
«Sono giorni in cui tutti ci stiamo spendendo per recuperare l’unità. Ma l’unità si fonda sulla verità: non facciamoci la guerra, ma ognuno approfondisca il motivo di questi scontri. Quando tutti capiranno che non ci sono ragioni politiche che hanno generato questa divisione si ricongiungeranno alla casa madre. Auspico sia così anche per Gadolla»
Ma a Genova non c’è solo Gadolla. Il senatore Musso, per esempio, sembrava ad un passo dai finiani e non rinuncia mai a distinguersi da Berlusconi. Soprattutto in tema di giustizia
«È un uomo libero come ognuno degli uomini che appartiene al Pdl. Ma, in tema di riforma della giustizia, mi permetto di fargli osservare che se c’è una ingiustizia nel nostro Paese è quella di un uomo che prima di scendere in politica non era mai stato multato nemmeno per divieto di sosta, mentre dal 1994 ad oggi è stato sottoposto a 30 processi. C’è, o no, qualcosa che non va?».