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in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

12 marzo 2012 - Rassegna stampa

Intervista a Mario Mauro: “Da Londra pretendiamo chiarezza. Per i nostri soldati Ashton vada in India”

Avvenire – 11 mar – Intervista a Mario Mauro. “Ora è doveroso pretendere chiarezza. Sì, chiarezza. Perché c’è ancora molto da capire su quello che è successo in Nigeria”. Mario Mauro, il capodelegazione del PPE al parlamento europeo, non media. Anzi, aspettando il “faccia a faccia” fissato per mercoledì con Barroso, invita con parole nette il governo italiano a non mollare la presa su Londra. “ C’è l’esigenza di comprendere le dinamiche e le modalità di un blitz ancora oscuro. Ecco cosa ci aspettiamo da Monti e dal Ministro degli esteri Terzi”.

Crede che il Governo sarà così determinato?

Il Governo vuole evitare di far diventare più profondo lo strappo con Londra. Ma quello che è accaduto è grave e la credibilità dell’Italia sullo scacchiere internazionale rischia di essere ulteriormente penalizzata.

E allora?

Dobbiamo esigere di essere interlocutori. Vede, la politica estera è essenzialmente rapporti di forza. E dunque dobbiamo essere capaci di mettere tutto il peso di cui siamo capaci, abbracciando ovviamente anche scenari commerciali e politici.

C’è la tragedia del blitz in Nigeria e c’è l’arresto dei Marò in India…

Sbagliava chi credeva che bastasse superare la vicenda politica di Berlusconi per recuperare credibilità internazionale. La realtà è un’altra,è triste ed è, in questi giorni, sotto gli occhi degli italiani.

Il parlamento europeo affronterà i due nodi già mercoledì, ma non crede che c’è un problema Ue?

Sì, ammettiamolo: non esiste una politica estera europea. Non c’è quel numero unico che chiedeva Kissinger e non c’è un’Europa unita che non risponde. Oggi risponde il call center di Bruxelles che dice: premi uno per la politica estera inglese, due per quella francese, tre per quella tedesca…

E allora?

Allora si volti pagina: lo chiedono in coro tutti gli eurodeputati italiani. A cominciare dalla vicenda indiana dove l’Europa deve mostrare i muscoli al fianco dell’Italia e fare prevalere la forza del diritto. Ora però ho un messaggio per la signora Ashton: senta subito personalmente i massimi responsabili del Governo indiano e parta per il Kerala.

Se non dovesse farlo?

Significherebbe che non è l?alto rappresentante della politica estera Ue, ma una signora pronta per una bella riunione al circolo del merletto.

Che pressing possiamo attenderci dai nostri eurodeputati?

Un pressing sulla Ue e soprattutto della Ue sull’Onu. Si vada in sede Onu con la forza non solo dell’Italia ma con quella dei 27 paesi membri dell’Unione e con quella dei due paesi che fanno parte del Consiglio di sicurezza. Si dica a una sola voce e in maniera inequivocabile che non ci saranno soldati europei per le missioni dell’Onu se i nostri Marò non verranno subito rilasciati.

Che c’entra l’Onu con i Marò?

La loro era una missione internazionale di tutela contro la pirateria. Questo è o non è un problema internazionale?Ma ora si passi ai fatti: c’è un ambasciatore italiano e uno della Ue in sede Onu. E’ giusto che si muovano in tempi strettissimi e con la massima determinazione.