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in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

2 settembre 2009 - Rassegna stampa

La proposta Rifugiati, l’Europa dice sì alla redistribuzione

Redistribuzione. È questa la parola chiave, per la Commissione europea, per fronteggiare il problema dei rifugiati in fuga attraverso il Mediterraneo. Il piano per il resettlement di chi ha diritto all’asilo, che il vicepresidente Jacques Barrot presenta oggi, è accompagnato da uno stanziamento di 614 milioni di euro per il quinquennio 2008-2013. Sarà compito dell’Ue, dunque, assegnare ai paesi membri, in base a precisi criteri, i migranti riconosciuti come rifugiati che sbarcano sul fronte meridionale dell’Ue. Per Mario Mauro, eurodeputato popolare, «è la prima, vera risposta alle richieste dell’Italia di non essere lasciata sola». Gli fa eco il collega Antonio Tajani che ribadisce l’importanza di distinguere tra rifugiati e migranti: «Se clande­stini vanno respinti». Un nodo delicatissimo, questo: l’annuncio dell’Ue di una richiesta di chiarimenti sul respingimento italiano in Libia di 75 migranti dichiaratisi somali ha scatenato ieri la dura reazione del premier Berlusconi.

L’Ue, dunque, sembra intenzionata a farsi carico di un problema da tem­po denunciato dall’Italia. Il piano che oggi Jacques Barrot presenta ai commissari europei è un documento di lavoro che dovrà passare al vaglio della discussione nel plenum della commissione. «Un po’ come per i disegni di legge del governo – esemplifica Mauro – che vengono preventivamente discussi in consiglio dei ministri. Analoga­mente ogni commissario dirà la sua». Il documento finale dunque non sarà uguale a quello entrato in commissione, «ma nella sostanza – assicura l’eurodeputato del Pdl – resta il dato di fatto politico su cui vale la pena di riflettere». Mario Mauro ci tiene a sottolinearlo: «Per la pri­ma volta l’istituzione Commissione prende in considerazione la richiesta italiana di “spalmare” la presenza dei rifugiati tra i paesi membri». A confermare l’importanza della de­cisione stavolta c’è lo stanziamento: 614 milioni di euro. «Sono 4mila eu­ro per ogni persona reinsediata», precisa Antonio Tajani. La proposta di Barrot, una volta approvata, dovrà essere ratificata da paesi mem­bri. Mauro è ottimista: «Neanche a Schengen abbiamo aderito tutti assieme, ma basterà una ratifica a livello governativo. È un provvedi­mento semplice, che ha già una solida base giuridica costituita dalle convenzioni firmate dai vari paesi europei sul diritto d’asilo come pu­re sul non respingimento». In pratica dovrà essere un documento di coordinamento che dovrà fissare i criteri per la redistribuzione dei pro­fughi, da decidere su base proporzionale, sia rispetto agli abitanti dei singoli paesi ospitanti che alle reti di strutture di accoglienza esisten­ti.

Secondo Mauro «a gestire il tutto sarà un’agenzia europea, probabil­mente l’Agenzia per i diritti fonda­mentali che ha sede a Vienna». L’Italia aveva rimproverato a lungo al­l’Unione europea di nascondersi dietro a un dito sul problema dei migranti. Ora – forse – si cambia. «Nel 2004 in una notte abbiamo integrato nell’Ue 150 milioni di cittadini dell’Est – ricorda Mauro – che pro­ducevano solo il 5% del pil europeo ma costituivano un terzo della popolazione ». È stata «un’assunzione di responsabilità ma anche un atto di generosità e di lungimiranza politica che ha portato all’allargamento dei mercati e alla prevenzione di possibili conflitti». Se davvero «le ragioni di fondo dell’esistenza della Ue sono la pace e lo sviluppo, allo­ra gestire questo fenomeno è un compito da affrontare insieme».

Il piano sarà presentato oggi, è previsto lo stanziamento di 614 milioni di euro per il quinquennio 2008-2013

Di Luca Liverani

Avvenire, 2 settembre 2009