La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

5 gennaio 2011 - Rassegna stampa

Per la Terrasanta dialogo oltre le diversità

Avvenire – 30 dic – Dal 21 al 28 dicembre una delegazione di Meseuro, “Centro delle fondazioni per l’Europa del mediterraneo” ha visitato la Terrasanta partecipando alla messa di Natale nella Basilica della natività di Betlemme. Dopo più di un anno dalla nascita del nostro centro, abbiamo voluto in questo modo dimostrare una vicinanza non solo spirituale alle minoranze cristiane che vivono in pericolo quotidianamente, vittime dell’odio fondamentalista e dell’indifferenza delle istituzioni locali ed internazionali.
“Troppo spesso veniamo dimenticati. Si prendono decisioni sul Medio Oriente senza pensare a questa piccola minoranza cristiana nell’area. E spesso noi paghiamo il prezzo delle loro decisioni perché nessuno considera la nostra presenza, stretta tra la maggioranza musulmana e la maggioranza israeliana”. Così il Patriarca di Gerusalemme, Monsignor Fouad Twal, descriveva qualche mese fa il dramma della comunità cristiana in Terrasanta. In questo momento l’occidente deve fare di tutto affinché queste comunità, che stanno attraversando uno dei momenti più complicati della propria storia, non perdano la speranza di un miglioramento della situazione. Una speranza possibile, anche perché nella storia ci sono almeno un paio di casi emblematici che dimostrano come la strada del dialogo è l’unica percorribile, l’unica che possa portare giovamento a tutti gli attori in gioco, non solo le minoranze. Un grande esempio lo diede nel 638 il Califfo Omar, che una volta conquistata la città di Gerusalemme, decise di non entrare a pregare nel luogo santo per eccellenza per i cristiani, proprio per rispetto verso questi ultimi. Se non si fosse comportato in quel modo, la basilica sarebbe stata automaticamente trasformata in moschea. Un altro esempio invece dimostra come il concetto di reciprocità debba costituire la strada maestra nei rapporti interreligiosi. Nel 1042, dopo 33 anni dalla sua distruzione, la basilica del Santo sepolcro venne ricostruita grazie ad un accordo tra il sultano e l’imperatore bizantino Argyropulos: una moschea a Costantinopoli in cambio della ricostruzione della Basilica del Santo Sepolcro. Il dialogo con ebrei e musulmani non può essere un dialogo astratto né deve dare per scontato che l’esperienza religiosa è vissuta nella sua verità e nella globalità delle sue dimensioni. Non siamo tutti uguali e per questo anche nei rapporti con i paesi del mediterraneo il nostro metodo sarà certamente quello dei padri fondatori dell’Europa unita: ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide. Questo dialogo deve fondarsi sulla tolleranza e la verità. Tolleranza non significa qualunquismo. Tolleranza significa rispettare le convinzioni degli altri, salvaguardando le proprie, e quindi convivere senza violenza. Dal punto di vista politico la situazione mediorientale va vissuta con le stesse convinzioni. Quello che intendiamo instaurare è innanzitutto un dialogo sociale, culturale e umano, che abbia come presupposto la comprensione reciproca e la promozione di quei valori buoni che fondano le nostre civiltà. A questo fattore imprescindibile è legata la buona riuscita della cooperazione sul piano innanzitutto politico, attraverso la ricerca incessante di un dialogo riguardante la politica di sicurezza per sviluppare relazioni sempre più incisive tra i paesi interessati. Il secondo, ma non meno importante livello di cooperazione è quello economico. Il moltiplicarsi degli accordi e degli scambi ha favorito e continuerà a favorire l’estensione di relazioni economiche e sociali equilibrate tra le parti. Il raggiungimento di un accordo di pace sarebbe estremamente conveniente dal punto di vista economico sia per gli israeliani, sia per il palestinesi. Numerosi studi effettuati da diverse organizzazioni internazionali sul campo, hanno infatti dimostrato come la nascita di uno stato palestinese contribuirebbe a ridurre la povertà e l’instabilità grazie soprattutto ai copiosi investimenti israeliani. Anche Israele quindi, troverebbe un importantissimo partner per la propria crescita.

 

MARIO MAURO – PRESIDENTE DEI DEPUTATI PDL AL PARLAMENTO EUROPEO

GIANNI PITTELLA – VICEPRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO