La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

15 aprile 2013 - Rassegna stampa

«Ma le buone ragioni della sua salita in politica oggi sono ancora di più»

Corriere della Sera – 14 apr – Intervista a Mario Mauro – Monti stanco del partito e della politica. Siete preoccupati, senatore Mario Mauro?«Se ieri c’erano dieci buone ragioni per costruire l’esperienza di Scelta civica oggi ce ne sono cento e Monti le rappresenta tutte. Queste ragioni sono aumentate perché lo scenario che azzardavamo prima del voto oggi si è ulteriormente aggravato».

 

È mutato anche il profilo di Monti se è per questo. «Non parliamo di una persona, ma di quello che rappresenta. Alle elezioni ci rivolgevamo agli italiani e chiedevamo il loro consenso per obbligare Pd e Pdl ad un accordo nell’interesse del Paese. Questo consenso lo abbiamo ricevuto solo in parte e infatti Pd e Pdl non sembrano capaci di superare le divisioni, mirando all’unica cosa che veramente conta, ovvero la tutela degli interessi degli italiani».Una stanchezza l’ha esternata lui stesso. «Questo è il gioco al massacro di questi mesi, ridurre Scelta civica al suo fondatore, con l’intento di mostrare Monti preoccupato solo di sé stesso, sapendo in questo modo di avere buon gioco nel danneggiare il movimento. Solo l’umiltà con cui Monti ha salutato il risultato straordinario ottenuto ieri in Siria dovrebbe far ricredere i troppi detrattori di una persona che dal 2011 ha cercato poco la popolarità e molto il bene per il suo popolo».Non farà il capo del partito, è un dato.«Con tutto il rispetto, è una non notizia. Non era mai stato previsto il contrario. Se immaginiamo Monti alle prese con riunioni dove si decidono i candidati di piccoli centri vuol dire che non abbiamo chiari i ruoli di un partito. A noi è sempre stato chiaro che Monti non avrebbe ricoperto incarichi operativi e ancora più chiaro è che praticamente lo abbiamo violentato perché apponesse il suo cognome alla lista elettorale. Credo che sia giusto, oggi, privilegiare le ragioni culturali che stanno dietro il nome che abbiamo adottato e che ricorda il tempo straordinario seguito alla fine della seconda guerra mondiale quando i comitati civici hanno dato la forza al nostro Paese di venire fuori dal guado, motivando milioni di cittadini».Ha ragione Bersani (convergenza su Quirinale e non sul governo) o Berlusconi (convergenza su entrambe le cose)?«Non accetteremo che l’individuazione della figura di un presidente possa essere prodotta da una conventio ad excludendum. Al centro della partita del Quirinale non c’è tanto questa o quella figura ma la riconciliazione nazionale, l’esigenza di affrontare bene attrezzati tempi ancora più duri di quelli di oggi. Mi sembra che il difetto più grande sia nel non riconoscere l’altro come un bene per sé e per il Paese; il fatto che tu sia mio avversario in politica non significa che attraverso un dialogo serio tu non possa contribuire a migliorare le condizioni in cui non solo la tua vita ma anche la mia riceve un oggettivo beneficio. È dalla pace che nasce lo sviluppo, la cultura del conflitto giova solo a quegli spezzoni di classe dirigente che esistono solo se esiste il conflitto».

Marco Galluzzo