La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

11 settembre 2012 - Rassegna stampa

Mauro: bene un Monti bis ma con una grande coalizione

Il Messaggero – 11 set – Di Marco Conti – Onorevole Mauro, l’avvicinarsi delle elezioni fa crescere a Bruxelles il timore per il dopo Monti? “Il nostro presidente del Consiglio viene visto come la garanzia più forte per il sistema-Europa. Sul fronte delle riforme ha molto colpito che Monti, in pochi giorni di governo, ha fatto ciò che la vecchia maggioranza di Governo non riusciva a fare, la riforma delle pensioni, per colpa di un partito che la impediva nel nome di una sorta di antieuropeismo. Poi sono arrivate, a conferma, le altre riforme e, tengo a sottolineare, che nessuna di quelle approvate sinora è fuori dall’orizzonte programmatico del PdL”.

Si ma non è finita “Proprio questo è il punto. Ciò che ha legato sinora le politiche dei ministri Visco, Padoa Schioppa, Tremonti e Grilli – sapendo poi che Grilli come dirigente del Tesoro li unisce tutti – è stata la linea del sempre più tasse per sempre più spesa. L’incapacità di questi signori di intaccare la spesa e , quindi il debito, li accomuna. Invece ora l’Europa aspetta alla prova Monti e chiunque prenderà il suo posto. Anche se fosse, come auspica Casini, lo stesso Monti”.

Lei pensa sia possibile un Monti-bis? “Sì, se al primo punto c’è il dimagrimento dello Stato e se i partiti, dopo il voto, penseranno che un leale spirito di collaborazione possa permettere di lavorare insieme per permettere al paese di risollevarsi”.

Quindi un Monti-bis solo in caso di grande coalizione?“Ovvio, e solo se i partiti sono d’accordo sulla necessità di fare dimagrire lo Stato puntando su famiglie e imprese. Ma per far questo la grande coalizione non deve diventare una piccola coalizione che avrebbe come unico scopo quello di creare una sorta di nuovo arco costituzionale per rendere sterile il voto del Pdl”.

Ovvero?“Se la coalizione che si immagina è quella composta da Sel, Pd, Udc e un po’ di scontenti del Pdl, non si va da nessuna parte. Questa è una conventio ad excludendum che segnerebbe la fine dell’agenda-Monti”.

Quindi nulla si può fare senza il Pdl?“ Mi sembra normale. Invece in giro sento discorsi molto ambigui e, con la strana scusa di mettere insieme tutti quelli che sono antieuropeisti, pensano di isolarci. A Bersani vogli invece ricordare che al sentimento europeo i partiti ex comunisti sono arrivati molto di recente”.

Il Pdl insieme al Pd di Bersani, pensa che nel suo partito siano d’accordo? “Intanto il Pdl riprenda a lavorare sul proprio patrimonio di idee perché è ben difficile che in campagna elettorale qualcuno si avvicini se non si capisce cosa si vuole per l’Italia e per l’Europa. Inoltre i dirigenti del Pdl devono spendersi per cercare di riprendere coloro che si sono sentiti delusi dalla nostra azione politica. Questo è un passaggio fondamentale perché sarebbe una forma grave di irresponsabilità non ammettere che abbiamo mancato delle promesse. Dobbiamo ammettere che abbiamo deluso proprio la parte più riformatrice della società”.

 

C’è chi sostiene che la possibile candidatura di Berlusconi a premier potrà essere di ostacolo ad una grande coalizione? “Se qualcuno dice che questo è il problema, allora non coglie l’obiettivo finale che dovrebbe essere quello di permettere al paese di fare riforme epocali senza troppe tensioni sociali e politiche. Berclusconi si è assuntola responsabilità del Governo Monti proprio per favorire le riforme. Se altri, dopo le elezioni, ne faranno un problema, vorrà dire che gli obiettivi erano altri”.