La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

1 giugno 2011 - Rassegna stampa

Mauro: “meno cortigiani e falchi, più valori”.

Avvenire – 1giu – “Con buona pace di chi dice che il centrodestra ha sbagliato i candidati, io credo che il PDL debba interrogarsi sulla vera natura della sconfitta alle amministrative, che non è legata a fattori locali: abbiamo scontato una tendenza nazionale che ha voluto punire governo e coalizione per le riforme annunciate ma non portate a termine”.

Mario Mauro, Capogruppo del PDL all’Europarlamento, parla con pacatezza, ma senza peli sulla lingua. E spiega:”Neanche un anno fa il centrodestra ha avuto un rilevante successo elettorale alle regionali. Che cosa può essere successo in 12 mesi?E’ venuta meno la spinta riformista, nel senso che non siamo andati avanti sulle promesse fatte agli elettori. E la nostra classe dirigente è percepita come una corte”.

 

Ma non crede anche che insistere sulla guerra ai pm sia stato un errore di questa campagna elettorale?

Il sistema giudiziario fa acqua da tutte le parti e questo lo sanno tutti. Sono anni che noi diciamo chele cose non vanno: ma se poi non le cambiamo l’esito elettorale negativo è scontato.

 

Nella campagna elettorale del PDL sembrano avere prevalso le idee dei falchi: toni accesi, accuse personali e delegittimazione dell’avversario. Non sembra sia stato producente…

Io sono per definizione una colomba: E il risultato elettorale dimostra che le colombe non sono piccioni e andavano ascoltate.

 

E allora, per rilanciare governo e maggioranza basta solo procedere al programma di riforme?

C’è un problema preliminare: io credo che dovremmo fare un patto con il PD per la prossima legislatura. Chiunque vinca, si impegna a fare le grandi riforme istituzionali e costituzionali in collaborazione con le opposizioni. Ci sono stati troppi scontri, toni troppo accesi, delegittimazion reciproche: abbiamo bisogno tutti insieme di ridefinire le regole del gioco e le dimensioni del campo. E di ricreare un clima di stima reciproca, all’interno del quale ci sono avversari, ma non nemici.

 

Si è aperto un dibattito nel suo partito: c’è chi parla di primarie, chi di congresso, chi di direttorio, chi di tesseramento. Lei come la vede?

Non sono particolarmente innamorato delle primarie, che hanno creato non pochi problemi nello schieramento avverso. Tuttavia, ci sono molti modi di risolvere il problema della partecipazione al partito. L’idea che diamo all’esterno è quella di essere una corte, non una storia, privilegiando le persone rispetto ai nostri valori. Anche le riforme che speriamo il governo si appresti realizzare, come quella fiscale o della giustizia, sembrano episodi staccati l’uno dall’altro, di cui non si riesce a capire il disegno complessivo. Facciamo le riforme, ma per che cosa?Con quale obiettivo?Con quale visione del futuro e con quale modello di società?Non sempre lo abbiamo chiaro.

 

Si è aperta la successione a Berlusconi. Secondo lei il premier dovrebbe fare un passo indietro?

Considero stucchevole questo discorso. E non mi unirò mai più al coro di chi si aspetta che Berlusconi designi il suo successore. Mi spiego: è inutile dire a Berlusconi di fare un passo indietro. C’è bisogno di qualcuno che se ha idee, cuore e coraggio faccia un passo avanti e ci spieghi che cosa ha intenzione di fare.

Roberto Formigoni fa capire che si sta scaldando a bordo campo.

Formigoni è un caro amico e secondo me ha tutte le competenze e le capacità di aspirtare a un ruolo più alto. Ma come lui ci sono Angelino Alfano, Franco Frattini, Giulio Tremonti e perché nmo, Gianni Letta. Ma ribadisco: se qualcuno ha qualcosa da dire, si faccia avanti, jon aspetti che qualcuno si faccia indietro.

Aprirete a Casini ora?

Io ho sempre sostenuto che la proposta più coerente per noi è quella di riunire sotto un’unica bandiera le forze che fanno riferimento ai valori e ai programmi del Partito popolare europeo. Una scelta che considero vincente.

 

Giovanni Grasso