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in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

17 dicembre 2012 - Rassegna stampa

Mauro: “Monti nostro candidato, senza se e senza ma”

La Repubblica  – 17 dic –  «Sostenere Monti senza condizioni. Non abbiamo alternative». Mario Mauro è trai big sponsor dell’operazione “Professore” nel Pdl. Capodelegazione a Bruxelles, ha consumato uno strappo che per il momento Berlusconi non ha intenzione di sanare. Domenica scorsa ha incontrato il premier, ieri era con i “montiani” al Teatro romano.

Il ritorno a tutto campo del Cavaliere in tv, già in piena campagna elettorale, non rischia di compromettere la vostra missione?

«Beh, Berlusconi da questo punto di vista non ha fatto nulla di nuovo, si è limitato a riconfermare le proprie intenzioni».

Resta un ostacolo nel cammino verso il sostegno a Monti? 

«In questi giorni bisogna concentrarsi sulla prima parte di quel che Berlusconi ha detto: ovvero che è disposto a sostenere la candidatura del presidente del Consiglio. I moderati sosterranno con la ragione e con l’affetto Mario Monti in questa, ancora eventuale, assunzione di responsabilità. Il premier ha tutte le carte in regola per offrire al nostro paese un’alternativa alle sinistre e per garantire la ripresa».

Ma come spiegherebbe poi agli amici del Ppe la sua convivenza con un Berlusconi invisoa Bruxelles?

«Il Ppe è impegnato nel cercare di far dialogare le forze moderate perché sostengano Monti in Italia. Una sua discesa in campo risolverebbe parecchie complicazioni e apparenti contraddizioni».

Ieri la vostra manifestazione “Italia popolare”. Ma il Professore non sembra abbia dato grandi segnali di disponibilità ai montiani del Pdl.

«Ci siamo ritrovati ed eravamo tanti, tutti convinti delle necessità di portare avanti la candidatura di Monti. Siamo certi che ci terrà in considerazione».

Dopo lo strappo dei giorni scorsi, il gruppo a Bruxelles continuerà a chiamarsi Pdl? In 22 su 25 si sono schierati con lei anziché con Berlusconi.

«Non mi risulta che nell’ultima riunione della delegazione sia stata mai chiesta la testa di qualcuno. La delegazione si chiama Pdl».

Resterà tale?

«Questo è nelle mie intenzioni».

E se Monti non accetta l’offerta? Mario Mauro che fa? Lascia il Pdl? Segue il Professore?

«Insisto. Non voglio pensare all’eventualità in cui Monti rifiuti, preferisco pensare all’ipotesi A». 

D’accordo, ma lei che previsione fa?

«Mi attendo che a fronte della disponibilità dei moderati italiani, della complessità della situazione, della consapevolezza della necessità di restare ancorati al processo europeo, il presidente del Consiglio si convinca a fare questo sacrificio. Una cosa è certa: non lo tireremo per la giacca. La libertà degli uomini, anche quella di Monti, è fondamentale». 

Casini ha espresso grande apprezzamento nei suoi confronti, per la scelta coraggiosa. Potrebbe essere quel centro montiano il suo approdo, se Berlusconi sarà candidato premier del Pdl?

«Con Pier Ferdinando abbiamo un cammino comune in seno al Ppe e patiamo diversità in patria. Ma c’è sempre tempo, modo e luogo per ritrovarsi».