La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

18 maggio 2013 - Rassegna stampa

Mauro: tra di noi dibattito intenso. Scelta Civica si tiene le mani libere

Corriere della sera –  18 mag – Il Ministro della Difesa Mario Mauro difende la decisione di avere aderito al progetto Monti e di Scelta civica perché, sostiene, “se è nato il governo Letta che ha tra gli obiettivi la pacificazione questo è un merito del precedente premier”.

Ministro, che futuro avrà Scelta civica visto che alcuni partner paiono sul punto di andarsene?

“Non mi risulta ancora che qualcuno se ne sia andato”.

Italia Futura però non vuole essere la “corrente di un partito”. Qual è il significato se non che sta per abbandonarvi?

“Il dibattito tra di noi è stato intenso. Italia Futura, per come io ho capito, è nata per rivitalizzare la sterilità della politica italiana e resta questo il suo scopo. Molti di loro sono entrati in Scelta Civica a tutti gli effetti, assumendo le proprie responsabilità politiche, e oggi si caratterizzano come uomini politici di Scelta Civica. Per volontà della stessa Italia Futura hanno reciso i legami istituzionali che avevano con il think thank”.

Lei è convinto che ci sia uno spazio per un’area di centro?

“Chi si pone come alternativa al bipolarismo non necessariamente deve essere qualificato come centro, ovvero la media tra gli interessi in gioco i destra e sinistra”.

Vi tenete le mani libere?

“Se avere le mani libere vuol dire non essere il cane da compagnia di questo o di quello, ebbene ci teniamo le mani libere”.

Torniamo al futuro di Scelta civica.

“Bisogna andare alle ragione per cui è nata, o meglio è nata la coalizione con Monti per l’Italia di chi fin dall’inizio ha fatto parte di Scelta civica. Quella coalizione aveva al centro della propria riflessione l’idea della riconciliazione, delle riforme e dell’ancoraggio europeo. Questi i tre temi che hanno caratterizzato la formazione con una forte impronta riformistica. Ora sul piano politico il paradosso è che Scelta civica ha vinto perché abbiamo un governo di grande coalizione che ipotizzavamo da tempi non sospetti”.

Parliamo del Governo Letta. La maggioranza che lo sostiene sembra attraversata da tensioni, soprattutto tra i due grandi partiti, Pdl e Pd. C’è il dubbio che non ce la faccia a durare molto.

“Credo che sia un Governo che durerà perché mi sembra che, al di là dei problemi veri e oggettivi che pure arrivano giorno dopo giorno a creare ostacoli per la coesistenza possibile, ci sia un sopravvento di consapevolezza. Mi sembra che nel Pd, nel Pdl e all’unisono in Scelta civica ci sia la consapevolezza che si stia giocando la partita finale. E proprio questa è la consapevolezza che Letta ha saputo così bene rappresentare nel discorso al Parlamento e in quello di Sarteano. Tutto ciò, però, non elimina le provocazioni”.

Quali sono?

“Quelle alle quali abbiamo assistito in questi giorni, nel senso che da un lato e dall’altro le fibrillazioni create dal dissenso per l’elezione del presidente della Commissione Giustizia del Senato e le conseguenze della partecipazione dei ministri Pdl a Brescia rappresentano il prevalere della politica sulle politiche”.

 

Può essere più chiaro?

“Questo governo è chiamato a realizzare delle “politiche” per salvare la politica, perché se invece ci si basa sulle questioni di carattere identitario si arriva facilmente alla collisione. Allora la forza e la rapidità con cui noi realizziamo le politiche sono il miglior viatico per raggiungere gli obiettivi sia sul versante economico sia su quello delle riforme istituzionali”.

Lei è convinto di avere compiuto la scelta giusta lasciando il Pdl per andare con Monti?

“Ho fatto la scelta giusta nella circostanza storica in cui mi sono venuto a trovare, cioè le condizioni in cui è avvenuta la caduta del governo Monti, per restare fedele ai miei ideali del popolarismo europeo”.

A proposito del popolarismo europeo. Nel 2014 ci saranno le elezioni europee. Scelta civica si alleerà con il Pdl che è nel Ppe o andrà da sola?

“L’idea di seguire il popolarismo europeo è la mia proposta a Scelta civica. Scelta civica non ha ancora sciolto questo nodo. Molti tra di noi guardano ad altre famiglie europee come quella liberale e democratica. Ora il dibattito che faremo ci dovrà aiutare in termini di identità e di progetto politico. Non lo vedo come qualcosa che ci possa lacerare o dividere. Anzi è l’opportunità di passare dal 10 al 20 per cento. In ogni caso il futuro di Scelta civica sarà Monti”.

Lorenzo Fuccaro