La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

4 maggio 2010 - Rassegna stampa

Nel Mediterraneo il futuro dell’Italia

Il Giornale – 4 mag – Da quando la fine della guerra fredda ha scongelato il sistema mondiale e gli assetti regionali, il Mediterraneo si è imposto progressivamente come il principale laboratorio di politica internazionale. La nuova “centralità mediterranea” non poteva non chiamare in causa l’Unione Europea che, prima con il Processo di Barcellona e ora con l’Unione per il Mediterraneo, ha tentato di offrire le proprie risposte alle nuove sfide provenienti dalla regione.

 

L’UpM nasce nel luglio di due anni dopo una lunga e sofferta gestazione. L’idea iniziale di Sarkozy era basata su due elementi chiari: ristrutturare i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo coinvolgendo solo i paesi rivieraschi; abbandonare i grandiosi progetti globali di Barcellona,  ripiegando su un approccio più concreto e pragmatico. Le resistenze della diplomazia europea, soprattutto della Germania, determinarono il riassorbimento del disegno francese nel solco comunitario. La nuova configurazione dell’UpM ha però mantenuto alcuni aspetti innovativi ed originali ereditati dalla prima proposta francese: la natura essenzialmente intergovernativa; l’approccio spiccatamente tecnico e progettuale; l’ambizione  di creare una reale  co-ownershiptra le due sponde attraverso una struttura istituzionale congiunta; una certa flessibilità geografica che potrebbe aprire la strada a forme di cooperazione rafforzata; un’idea di Mediterraneo allargata ai Balcani occidentali; l’apertura alle realtà non statali e alle componenti della società civile. La macchina dell’UpM è rimasta ferma per quasi tutto il 2009, stretta tra la recessione economica globale, l’eterna crisi israelo-palestinese e le difficoltà di sbloccare il complesso ingranaggio istituzionale. Solo di recente si è rimesso in moto il processo che ora, però, deve riempirsi di iniziative e contenuti. Per questo abbiamo deciso di unire le nostre forze e dare vita a Meseuro, il Centro delle Fondazioni per l’Europa del Mediterraneo. Il nostro obiettivo principale e’ quello di mettere al servizio del processo di cooperazione  Euromediterraneo (che intenzionalmente scriviamo senza cesure) un luogo di confronto ed elaborazione libero, autonomo e indipendente che possa essere di stimolo e di sostegno per l’UpM. Lo facciamo come italiani, perchè siamo convinti dell’alto contributo che il nostro paese può offrire ad un’area di cui siamo il centro, e lo facciamo insieme perchè mai come oggi crediamo che sia necessario saper guardare agli interessi del “Sistema Italia” superando le contrapposizioni interne che ci indeboliscono nello scenario internazionale. L’Italia è infatti chiamata a giocare un ruolo decisivo, lo stesso che ha ricoperto nel processo costitutivo dell’UpM, lavorando per evitare che l’Europa si dividesse tra dimensione continentale e spinte mediterranee. La nostra radicata presenza, a tutti i livelli nella regione, deve farci operare in primo piano per evitare che l’UpM ricada nelle contraddizioni di Barcellona. Occorre, in particolare, individuare con chiarezza ed urgenza i primi settori di intervento progettuale e dare sostanza all’obiettivo di condividere il processo decisionale e gestionale tra le regioni al Nord e al Sud del Mediterraneo. E’ necessario, soprattutto, riannodare i fili del dialogo di pace in Medio Oriente, vero tallone d’Achille della cooperazione tra Europa e Mediterraneo negli ultimi quindici. E né l’Europa né il Mediterraneo possono più permettersi di aspettare.
Mario Mauro – Presidente dei deputati del Popolo della Libertà al Parlamento europeo

Gianni Pittella – Vicepresidente del Parlamento europeo