La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

12 novembre 2012 - Rassegna stampa

“Ora Lombardia banco di prova per i moderati”

Il sole 24 ore 10/11/2012 – Intervista a Mario Mauro – E adesso? “Gli alibi sono caduti, il problema ora non è più il passo indietro di Berlusconi ma il passo avanti di una classe dirigente”. Mario Mauro, capogruppo della delegazione italiana del PPE, è stato tra coloro che più si sono esposti nel sostenere Angelino Alfano e la scelta delle primarie.

 

 

Ora che Berlusconi si è fatto da parte, il segretario ha il compito di tenere insieme montiani e antimontiani, ex An ed ex Fi: ce la farà?

Un conto è dire vogliamo identificare una nuova leadership, altro è individuare proposte per superare il guado, per offrire una prospettiva credibile di uscita dalla crisi: E’ su questo che Alfano si gioca la sua candidatura a premier.

Che succede se la proposta dovesse scontentare una parte significativa del partito?

Questa è la differenza tra le nostre primarie e quelle del centrosinistra. Renzi per vincere deve dividere, scommettere sulla parte di elettorato democratico che non vuol l’alleanza con Vendola. Alfano invece deve fare l’opposto: unire culture diverse sia per ricette di politica economica sia come provenienza.

Una proposta che deve accontentare tanto chi ritiene Monti una sciagura, quanto chi auspica la sua riconferma?

 

Le nostre scelte vanno ricondotte all’interno di una cornice che esiste già ed è rappresentata dal PPE, nella quale rigore e crescita hanno la medesima valenza: Questo non significa che all’interno del gruppo, composto da ben 37 partiti non ci siano posizioni diverse, ma sta alla leadership farsi carico della sintesi. A Strasburgo ci siamo riusciti: la delegazione italiana – di cui oltre al Pdl fanno parte Udc, Fli, Svp e anche l’Udeur di Mastella – ha sempre votato allo stesso modo.

Tifa per la riunificazione del centrodestra? E la Lega? Tra poco si voterà in Lombardia…

Proprio in Lombardia si sta abbozzando una possibile risposta che potrebbe fare da apripista su scala nazionale. Mi riferisco alla candidatura di Gabriele Albertini. Sono consapevole che questo ci pone un problema che nasce oggi. Si è posto già quando Bossi si mise di traverso sulla riforma delle pensioni che l’Europa ci chiedeva e che poi Monti ha realizzato. Forse, se allora avessimo difeso maggiormente la nostra posizione, le cose sarebbero andate diversamente.