La vita bisogna metterla
in gioco per i grandi ideali

Papa Francesco

21 maggio 2010 - Rassegna stampa

Uganda – al PCE si riflette sull’educazione di qualità

www.avsi.org – 21 mag – Una tavola rotonda sull’educazione di qualità nei Paesi in via di sviluppo il 21 maggio in Uganda, al Permanent Centre for Education (PCE) di Kampala, intitolato a don Luigi Giussani.
L’evento, che fa parte della cerimonia di chiusura di un progetto sull’educazione di qualità promosso dal Ministero Italiano degli Affari Esteri, ospita tre importanti personalità che apportano la loro esperienza alla tavola rotonda. Presenti l’On. Mario Mauro, ex Vice Presidente del Parlamento Europeo e attuale Membro del Parlamento, l’On. Geraldine Namirembe Bitamarize, Ministro dell’Educazione e dello Sport dell’Uganda, e Augustine Omare Okurut, Segretario Generale dell’UNESCO National Commission in Uganda.

Costruito principalmente grazie a un finanziamento del Ministero degli Affari Esteri Italiano e da Cesal, ONG spagnola partner di AVSI, il centro educativo PCE si pone come una piattaforma per rispondere all’emergenza educativa delle nuove generazioni in Africa. Una realtà d’eccellenza che oggi ha già formato, attraverso corsi di aggiornamento e seminari, più di14. 000 persone dal 2002 ad oggi, tra professori universitari, insegnanti, dirigenti scolastici, genitori, guardie carcerarie, assistenti sociali, medici, infermieri.

La preoccupazione del PCE per un’istruzione di qualità è che l’insegnante, il genitore e lo studente siano tutti coinvolti nel processo educativo. Per questa ragione è importante riflettere sul significato dell’educazione.

Nel pomeriggio dello stesso giorno, l’On. Mario Mauro posa la prima pietra della nuova scuola secondaria nel quartiere povero di Kireka, la quale è stata sostenuta dalla Campagna Tende 2009-2010, anche grazie alla straordinaria vendita delle collane realizzate dalla donne del Meeting Point International di Kampala, da parte dei volontari e degli AVSI Point di tutta Italia.

“L’idea di costruire una nuova scuola – racconta Rose Busingye, direttrice del Meeting Point International di Kampala– nasce dal fatto che vedo che nessuno educa i ragazzi a riconoscere il loro valore e la loro dignità. Nelle scuole questo non succede, i ragazzi sono trattati male, spesso picchiati, ed escono che sono peggio degli altri. Un rapporto che riconosce il valore dell’altro, dove l’altro non deve diventare lo schiavo delle tue idee, dove l’educatore ti deve accompagnare al tuo destino.”

Per l’occasione abbiamo chiesto a John Makoha, rappresentante AVSI in Uganda, a Danson Sylvester Kahyana, direttore del Permanent Centre for Education e a Rose Busingye, direttrice del Meeting Point International di Kampala di riflettere sul tema dell’educazione e il significato di questo momento.

John Makoha, rappresentante AVSI IN Uganda
Educazione di qualità nei Paesi in via di sviluppo

Ci sono state diverse iniziative affinché ci fosse una maggiore accessibilità all’istruzione, così da renderla più equa, fornendo un’educazione di qualità all’Uganda. Dopo l’indipendenza, nel settore dell’educazione, sono state effettuate una serie di iniziative per migliorare la qualità dell’istruzione. Queste includono tra gli altri il comitato Bunsen (1952) e il comitato Castle (1963). Nel passato più recente, la commissione per l’educazione (1987) guidata dal professore Senteza Kajubi, un noto studioso ugandese, ha sottolineato fortemente la questione dell’educazione primaria universale (UPE) che da allora è stata adottata come politica di governo. Di particolare interesse è stata la modalità attraverso la quale Senteza Kajubi ha difeso e definito la sua posizione affermando che “solo quando ogni bambino sarà inserito all’età giusta e non abbandonerà la scuola senza aver completato l’intero ciclo di istruzione primaria, sarà possibile assicurare a tutti i cittadini una formazione di base necessaria per vivere una vita piena.”

Sulla base di queste parole, l’Uganda negli anni ha utilizzato vari piani di sviluppo del settore educativo con lo scopo di consolidare il sistema educativo nazionale e che fosse adeguato ai bambini affinchè potessero partecipare allo sviluppo del paese.

Ciò che è stato in Uganda lo strumento politico principale per l’eradicazione della povertà, conosciuto come PEAP (Piano d’Azione per l’Eradicazione della Povertà, ora sostituito dal Piano Nazionale per lo Sviluppo) ha riconosciuto e incluso gli impegni dell’Education for AllObiettivi di Sviluppo del Millennio

Tuttavia, come bambino cresciuto nella parte rurale del paese in Uganda e come genitore oggi, (Millennium Development Goals, MDG) entro il 2015.una delle più grandi sfide del nostro sistema di istruzione è la definizione globale e olistica del termine educazione. Cosa esso significhi per un bambino che cresce e viene educato. Un’educazione che assicuri al bambino “una vita piena”, come ha sottolineato Senteza Kajubi. Anche se queste politiche sono riuscite a migliorare l’accesso all’istruzione (dai 2 milioni del 1997 ai 7.5 milioni del 2002, anche se questa è solo una frazione dell’enorme bisogno in Uganda) e a mobilitare le risorse, la questione di un’educazione di qualità, un’educazione che risponda ai bisogni e ai desideri di un bambino in fase di crescita rimane la nostra più grande sfida.

Nel recente studio sulle iniziative realizzate con l’UNICEF nel settore dell’educazione è stato osservato che il più grande ostacolo all’educazione di qualità è l’assenteismo degli insegnanti. Ci possono essere molti motivi circa questo problema, tuttavia è chiaro che competenze tecniche, classi ben costruite e compensi più alti non sono sufficienti per dare a un insegnante uno scopo, un significato al suo insegnare.
Per questo motivo la questione dell’istruzione e di un’educazione di qualità ha bisogno di rispondere a sfide al di là di una maggiore accessibilità, equità e mobilitazione delle risorse, come hanno testimoniato molte persone che hanno frequentato i diversi workshop educativi del Permanent Centre for Education.

Il PCE desidera quindi rispondere a questa esigenza e offrire un luogo dove le persone possano essere educate dando compimento al vero significato di educazione, quella che aspiriamo ad avere per noi e per i nostri figli. Molti di quelli che hanno frequentato i nostri corsi come studenti, insegnanti, operatori sanitari, hanno espresso il desiderio di continuare questo lavoro andando anche oltre quello che inizialmente era previsto.
Per questo motivo la nuova scuola secondaria per i ragazzi di Kireka a Kampala sarà un esempio di come questo bel lavoro può essere condiviso con studenti e giovani adulti. Geraldine Namirembe Bitamazire, il ministro dell’Istruzione ugandese, già affermata pedagoga, ha riconosciuto questo nostro nuovo approccio educativo.

Danson Sylvester Kahyana, direttore del Permanent Centre for Education
L’educazione in Uganda

Negli ultimi venti anni il governo si è impegnato a migliorare la qualità dell’istruzione nelle scuole come dimostrano le tante iniziative messe in atto in differenti aree come la revisione dei curricula, la formazione degli insegnanti, il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e valutazione, la gestione efficiente ed efficace e l’aumento delle risorse.

Alcune statistiche sono esplicative: nel 2004 l’Uganda aveva 126.000 insegnanti della scuola elementare rispetto agli 81.564 del 1996; nel 2003 le classi erano 70.000 rispetto alle 45.000 del 1997; nel 2003 il rapporto testo-bambino era di 3:1 per le classi terza e quarta rispetto al 37:1 del 1993 (Fonte: The National Report on the Development of Education in Uganda at the beginning of the 21st Century, agosto 2004).

In questi sforzi, il governo dell’Uganda ha collaborato con molte agenzie, comprese le organizzazioni non governative come AVSI e il Permanent Centre for Education. Vale la pena ricordare qui le attività di particolare importanza per AVSI e il PCE: nell’ottobre 2008, il Dipartimento della Formazione degli Insegnanti, il Ministero dell’Istruzione e dello Sport, AVSI e il PCE hanno organizzato due corsi di aggiornamento per i direttori e vicedirettori di tutti i Primary Teachers’ Collages e i National Teachers’ Collages del Paese sul tema ”Educazione come Introduzione alla realtà totale”; nel dicembre 2009, un altro seminario dal tema “Educare mentre si lavora” indirizzato alle stesse persone.

Questi workshop sono stati fondamentali nell’aiutare i partecipanti a riscoprire la loro vocazione. Prova di ciò è stata la testimonianza di Arinaitwe Willy, presidente del Principals Association of Uganda (PAU), alla chiusura del seminario nel dicembre 2009. Egli ha osservato come il workshop lo abbia aiutato a individuare le lacune nel suo lavoro. “I tre seminari sono stati l’occasione per un’autoanalisi, una personale valutazione sulla positiva esperienza svolta da direttore” osserva. “Mi hanno aiutato a capire il significato di autorità, non solo come potere ma come possibilità di crescita e di causa della crescita. Questo mi ha aiutato a diventare un direttore migliore e, soprattutto, una persona migliore.”

La tavola rotonda del 21 maggio è molto importante per il PCE. In primo luogo, sarà un momento di riflessione sul contributo apportato da AVSI e dal PCE a un’educazione di qualità nel corso degli anni, soprattutto negli ultimi tre; in secondo luogo, sarà un’opportunità per imparare molto dalle esperienze dei relatori ospiti – l’On. Mario Mauro, Membro del Parlamento Europeo, l’On. Geraldine Namirembe Bitamarize, Ministro dell’Educazione e dello Sport dell’Uganda, e Augustine Omare Okurut, Segretario Generale dell’UNESCO National Commission in Uganda – i quali sono stati tutti coinvolti in iniziative di educazione di qualità nei loro vari ambiti. Infine, con questo evento si affermerà l’importanza del PCE come punto d’incontro nel quale persone diverse condividono idee e pensieri.

Rose Busingye, direttrice del Meeting Point International di Kampala
Il 21 maggio viene posata la prima pietra per la costruzione della nuova scuola secondaria per i ragazzi di Kireka in Uganda, alla quale ha contribuito la straordinaria vendita in Italia delle collane di carta riciclata delle donne del Meeting Point

Le donne del Meeting Point International (MPI) sono commosse dal fatto che grazie alla vendita delle loro collane in Italia (circa 20mila) si stia costruendo una nuova scuola per i loro figli. E’ per questo che desiderano che la benedizione della prima pietra avvenga proprio davanti al MPI di Kireka; sentono che questa nuova opera nasce proprio dalle loro mani e chiaramente dall’aiuto degli amici italiani della “tribù di don Giussani”. E’ incredibile come attraverso il gesto di carità degli amici italiani, donne malate possono pensare ad un futuro per i loro figli e mi stupisce ogni volta vedere come questi gesti le incoraggino a vivere intensamente ogni istante della loro vita; perchè nonostante la loro malattia c’e’ ancora tanto che possono fare.
Tutto il MPI ringrazia gli amici di AVSI per questo grande aiuto, perchè solo con le nostre forze questa opera non si sarebbe potuta realizzare. E’ incredibile vedere come attraverso la realizzazione delle collane molte donne siano riuscite ad acquistare la divisa scolastica o i libri di testo per i propri figli… speriamo sia possibile continuare! (EFA) nell’ambito del raggiungimento degli