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Papa Francesco

23 novembre 2009 - Rassegna stampa

Visita all´ex assessore provinciale in cella da piu´di un mese. ” il crollo e´già cominciato e può essere irreversibile

“La Gariboldi in carcere, come tortura” (di E. Soglio)

 L’europarlamentare del Pdl Mauro: dimagrisce e non dorme, intervenga Bruxelles

«Questa è tortura, non carcerazione». Sono da poco passate le 9, quando l’europarlamentare del Pdl, Mario Mauro, esce dal portone di San Vittore. Ha trascorso più di mezz’ora con l’ex assessore della Provincia di Pavia, Rosanna Gariboldi, che aveva già visitato due volte in cella, «ma non l’avevo mai vista così male. Sono molto, molto preoccupato e chiedo che venga disposta almeno una perizia sulle sue condizioni». Mauro non entra nel merito della vicenda: «Intervengo sotto il profilo umanitario, solo perché sono più di dieci anni che giro le carceri di tutta Italia, incontrando detenuti di ogni età, origine, professione per accertare che i loro diritti non vengano calpestati». Per questo motivo annuncia che presenterà al Parlamento europeo un’interpellanza per chiedere «se le forme e i modi della carcerazione preventiva così disposta dal nostro sistema non sconfinino nella tortura». Parole pesanti: «Ma non saprei quali altri termini usare, considerato quello che ho visto oggi».

E dunque. Mauro, che aveva conosciuto Rosanna Gariboldi non direttamente ma come moglie dell’ex assessore regionale Giancarlo Abelli, ha visto ieri «una donna molto provata nel fisico e non sempre lucida». Questo, «malgrado durante le altre visite in carcere mi fosse sempre parsa, magari affaticata, ma comunque molto presente e consapevole della situazione. Oggi lei stessa mi ha detto di sentirsi a pezzi, di avere palpitazioni e di non stare meglio neppure con gli ansiolitici dati dai medici».

Un ritratto molto diverso da quello dipinto dai magistrati e dal Tribunale del riesame, che l’hanno considerata dotata «di una capacità criminale non comune». Il disagio fisico, racconta l’europarlamentare, è evidente «dal continuo dimagramento e dal fatto, confermato dalle istruttrici, che non riesce a dormire malgrado le medicine per favorire il sonno prescritte dai medici della struttura carceraria». È poi l’aspetto psicologico quello che inquieta maggiormente Mauro: «Anche basandomi su esperienze precedenti, sarei portato a dire che il crollo è già cominciato e questo cedimento precede sempre un’involuzione grave, che qualche volta può diventare non reversibile».

Di qui la richiesta, anzi «l’appello»: «Chiedo ai magistrati e a chi ha il potere di farlo— ripete Mauro — di disporre una perizia e di verificare quello che ho visto oggi». Il politico pdl non ha dubbi: «La persona che ho visitato questa mattina è in una condizione incompatibile con il protrarsi dello stato di detenzione». Detenzione che continua da oltre un mese: Rosanna Gariboldi fu arrestata il 20 ottobre scorso, nell’ambito di un’indagine sulla bonifica dell’area di Montecity-Santa Giulia. «Ma non sono i tempi lunghi quelli che contesto», precisa Mauro. Piuttosto, «il fatto che dopo un interrogatorio, un magistrato dovrebbe decidere se rinviare a giudizio o se rimandare a casa il detenuto. Il nostro sistema, come quello degli altri 26 Paesi dell’Unione, infatti, non consente l’uso della detenzione prolungata per ottenere dichiarazioni».

Mauro, capogruppo del Pdl al Parlamento europeo e vicepresidente dell’assemblea durante la scorsa legislatura, ciellino e legatissimo al presidente Roberto Formigoni, si tiene alla larga dall’indagine che sta mettendo sotto pressione gli ambienti politici lombardi. «Non so nulla— insiste— dell’inchiesta, non difendo la posizione di Rosanna Gariboldi, non critico i magistrati. Chiedo solo che l’Ue svolga accertamenti, soprattutto alla luce del fatto che, con la Carta di Lisbona, dal primo dicembre avrà piena competenza sui temi legati a giustizia e libertà».

Corriere della sera, pag 21 MILANO, 23novembre2009